Le squadre mobili di Modena e Foggia, lo Sco e la Stradale hanno dato esecuzione a quattro arresti, tutti in carcere, nei confronti di uomini indagati con l’accusa di aver partecipato all’assalto al blindato della ditta “Battistolli” del 14 giugno scorso sull’Autostrada del Sole A1 (Modena Sud). La vicenda è stata ricostruita questa mattina nel corso di una conferenza stampa nella Questura di Modena, alla presenza di procuratori e polizia.
Un commando di 15 persone armate di AK47 tentò invano di rapinare il furgone con dentro oltre 2,5 milioni di denaro contante. Vennero esplosi numerosi colpi d’arma da fuoco, il furgone sbandò finendo prima sul guardrail, poi sul new jersey che delimita le carreggiate. Due banditi scesero da una delle auto per sparare e minacciare i tre occupanti del blindato attraverso frasi dal forte accento cerignolano. Per bloccare la strada, i rapinatori utilizzarono mezzi e chiodi a quattro punte. Ma tutti i tentativi di aprire il blindato andarono in fumo e il protrarsi del tempo costrinse il commando a fuggire a mani vuote. Paura anche per gli utenti della strada, bloccati e sottratti delle chiavi delle proprie auto, costretti a fuggire a piedi dal luogo della tentata rapina.

I banditi utilizzarono almeno 8 veicoli, oltre ad una 500L rossa con targa clonata che fece da staffetta pedinando il blindato. Ma la cosa clamorosa è il rinvenimento di un’ambulanza con targa clonata, anche questa usata durante l’azione criminosa. I banditi, a sirene spiegate e a tutta velocità, imboccarono l’A1 in direzione Cerignola, sicuri di non essere fermati da nessuno e di guadagnarsi la fuga. Chi mai penserebbe di bloccare un’ambulanza? Il mezzo è stato poi recuperato a Orta Nova.
Durante le indagini, la polizia ha rinvenuto un capannone, non lontano dal luogo dell’assalto, locato già a febbraio 2021 e sfruttato come base logistica dal commando criminale. All’interno sono spuntati un AK47 e una serie di targhe clonate nascoste in un furgone. Inoltre, sono state ritrovate impronte digitali di indagati su alcuni teloni, le stesse trovate su un biglietto autostradale prelevato all’inizio della fuga.
Durante le indagini della mobile di Modena, svolte anche nel Foggiano, gli agenti hanno riscontrato un imponente controllo del territorio cerignolano da parte dei malviventi, talmente capillare da far sì che gli indagati si accorgessero subito della presenza di volti nuovi tra i poliziotti. Alcuni agenti sono stati persino “contropedinati” in quanto i malviventi volevano verificarne la reale appartenenza alle forze dell’ordine.
Tra gli arrestati figurano tre pregiudicati di Cerignola per condanne irrevocabili per reati specifici, uno addirittura aveva dieci rapine nel suo “curriculum” criminale. Un quarto è stato raggiunto ai domiciliari dove era già ristretto per altra tentata rapina. Effettuate anche 22 perquisizioni a carico degli arrestati e di altre 18 persone indagate per concorso. Contestato anche il tentato omicidio.
Agli arresti Pietro Raffaelli, Cerignola classe 1977, Pasquale Di Tommaso, Cerignola classe 1987 e Stefano Biancolillo Cerignola classe 1991 e Pasquale Pecorella foggiano ma residente in Veneto.
Indagini proseguono per individuare il resto della banda.