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Home » Covid, il virologo Caruso: stretta va allentata. “Lasciamo liberi gli asintomatici. E serve una visione più aperta”

Covid, il virologo Caruso: stretta va allentata. “Lasciamo liberi gli asintomatici. E serve una visione più aperta”

Di Redazione
21 Gennaio 2022
in Coronavirus, Sanità
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ciao ciao: "" -

Professor Arnaldo Caruso, tornare a una vita senza restrizioni non equivale a dire “me ne frego del virus”. Coi vaccini, gli antivirali e una variante Omicron simile all’influenza, non è ora di iniziare la transizione verso la normalità?
“Sicuramente, però bisogna fare i conti con una pandemia in corso sostenuta anche dalla variante Delta – spiega il presidente della Società italia id virologia –. Andiamo in quella direzione, ma serve prudenza, anche se il virus sta diventando endemico”.

Il generale Figliuolo ha in mano il piano per il ritorno alla normalità. Non sarebbe il caso di esporlo, per dare agli italiani una visione positiva invece che continuare col bollettino quotidiano e le regole cervellotiche?
“Il bollettino crea solo ansia. Ormai è diventato deleterio: è sorpassato sia per la pandemia che è sulla via della risoluzione, sia perché deprime. Il generale Figliuolo non si espone perché nella realtà navighiamo a vista”.

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Dopo due anni di pandemia e le conoscenze acquisite, è giusto che gli studenti sani stiano a casa da scuola, privandoli di un momento che non tornerà più nella vita?
“Dobbiamo aprire la scuola pensando che è un luogo sicuro. Tornare in classe e non abbandonare la scuola con pochi infetti è auspicabile, da promuovere. Il bimbo asintomatico va solo monitorato, a campione: può stare a scuola perché solo potenzialmente è infettante”.

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La quarantena a chi è asintomatico, perdoni la provocazione, è un’istigazione a violare la legge con questa variante sudafricana. Non crede?
“Poter esser asintomatici e vaccinati deve essere un vantaggio, rispetto ai no vax. Se seguiamo le evidenze scientifiche, i vaccinati si ammalano meno e trasmettono meno il virus, quindi la quarantena per loro deve cadere. E l’introduzione dell’autosorveglianza attesta la scarsa importanza delle quarantene”.

Via le mascherine, lo smart working, le chiusure e il Green pass: che effetto le fa l’esempio della Gran Bretagna? Cosa dobbiamo imparare?
“Non prenderei molte lezioni da fuori. Gli altri hanno fatto tanto e male, noi invece molto bene. Pensiamo che riapriremo presto col piano di Figliuolo, il buon senso e la scienza. In primavera avremo aperture importanti”.

La iper regolamentazione della pandemia in Italia, dalle mascherine alla quarantena, dai tamponi alle norme per i contatti, non ha fermato la corsa del virus. Abbiamo sbagliato qualcosa?
“Omicron non si ferma, è il virus più infettante mai conosciuto nella storia. Quello che abbiamo fatto con le restrizioni è stato dare tempo a moltissimi italiani di vaccinarsi. Queste eccessive precauzioni hanno avuto dei meriti”.

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L’isolamento – anche di cinque giorni – per gli asintomatici ha senso? Il Paese si sta ingessando in modo grave e la gente è stanca.
“Serve una visione più aperta. I vaccinati non dovrebbero avere limitazioni, i non vaccinati sì perché possono preludere a una maggiore replicazione virale e a una fase sintomatica della malattia”.

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L’Italia, tra i grandi Paesi occidentali, è l’unico che mantiene una quarantena di 21 giorni per gli asintomatici positivi senza tampone. Siamo rimasti alla ‘vecchia’ epidemia?
“Era valida agli inizi, oggi con Omicron è un eccesso di precauzione. I tempi sono cambiati”.

Tags: Arnaldo CarusoasintomaticiCovidLiberivirologo
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