“Tutti questi giovani angeli vivevano una vita felice piena di sogni, progetti e speranze. Ognuno con la propria identità. Operai, impiegati, disoccupati o avvocati: in un attimo, per colpa di gente spezzante della vita altrui, hanno finito il loro percorso di vita, lasciando un fardello di dolore pesante soprattutto per la famiglia. La colpa è principalmente di questa legge assurda che non tutela le vittime, anzi giustifica e difende chi non ha mai rispettato regole stradali”. Lo scrive Rosa Viggiano (foto sopra), dipendente comunale negli uffici della circoscrizione Cep di Foggia. Anche lei ha perso un figlio, morto, come Camilla Di Pumpo, in un incidente stradale in città. Mamma Rosa cura una piccola scultura posizionata proprio nel quartiere dove lavora con le foto di numerose giovani vittime della strada.
Tra queste il suo Antonio Pio, infermiere 27enne, deceduto il 7 settembre 2017 in via San Severo, travolto da una macchina mentre era alla guida di uno scooter. Fatale un sorpasso azzardato da parte dell’automobilista. Oggi Foggia piange un’altra giovane vittima, Camilla, morta a causa di un tremendo impatto in via Matteotti. La sua Panda centrata in pieno da un’Audi che viaggiava a forte velocità, guidata da un 20enne.
“Solo chi ha vissuto questo dramma può capire – conclude mamma Rosa -. La speranza è che queste leggi vengano inasprite e modificate. E, soprattutto, chi ha sbagliato venga punito con pene certe. Non si può accettare che una giovane vita venga distrutta in un attimo da questi essere ignobili”. Firmato “una mamma”.
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L’intervista di Rosa Viggiano del 2018
