Capitanata a secco. Non piove da 50 giorni, fiumi sempre più asciutti, montagne senza neve e invasi che si vedono diminuire i livelli idrici. Sono gli effetti della mancanza di precipitazioni significative. In provincia di Foggia è allarme siccità. “È un problema serio – racconta a l’Immediato il presidente del Consorzio per la Bonifica della Capitanata, Giuseppe De Filippo – ma sui giornali e in tv si parla solo del nord e del Po a secco. Nessuno evidenzia che la Puglia soffre di siccità da secoli, pertanto la situazione, soprattutto nella pianura foggiana sta diventando critica, basti pensare agli oltre 200 mila ettari coltivati a grano duro che rischiano di andare perduti”.
Con De Filippo abbiamo fatto il punto anche sulla capacità idrica degli invasi artificiali. “Fortunatamente, grazie alle piogge di novembre l’acqua c’è. Ma fino a quando? Visto che non piove più da quasi due mesi? Abbiamo almeno 10 milioni cubi di acqua in meno su tutti e quattro gli invasi gestiti dal Consorzio rispetto all’annata precedente”. Intanto dalla Regione Molise ribadiscono che senza accordi e contropartite dal Liscione non arriverà nemmeno un metro cubo d’acqua alla Capitanata.
“Secondo me è una questione di mera gelosia perché il Molise dispone di ben 420 milioni di metri cubi di acqua al cospetto di meno di 200 milioni di metri cubi che utilizza per il suo fabbisogno. Quindi 220 milioni di acqua va persa a valle. Tuttavia il problema è in via di risoluzione dopo che per 20 anni Puglia e Molise non si sono parlate. Oggi, invece, le due regioni hanno intrapreso un dialogo che ci fa ben sperare. Una cosa è certa, le infrastrutture delle bonifiche molisane vanno completate per arrivare al confine pugliese”. Tornando alla Capitanata, per conservare acqua servono nuove dighe. “Ad iniziare da Piano dei Limiti che è immediatamente cantierabile, e la diga di Palazzo d’Ascoli che potrebbe lenire la grande sete del comprensorio ofantino”.