ciao ciao: "" -
“Così è ridotto il parco della Pantanella a Foggia, pur sito nel quartiere ‘bene’ cittadino, adiacente a viale Europa e dedicato a Leonardo Biagini, vittima della mafia foggiana. Non solo panchine con la scritta ‘W Mafia’, tra altre sciocchezze dipinte, ma anche gruppi di giovani foggiani che vi si accavallano con una riserva di bottiglie di alcolici, dopo la sbronza lasciate lì per terra. Panchine sfasciate e altre divelte e messe in cerchio per favorire le sedute di gruppo dei vandali. Il disgusto è immenso. Certo è colpa della maleducazione di chi sporca e della proterva ignoranza di chi inneggia alla mafia, ma è colpa più di tutto di un controllo assente da parte delle forze dell’ordine, a partire dalla polizia urbana, insufficiente certamente come quella di Stato, ma anche mal diretta, non solo negli anni funesti della giunta Landella, sciolta per infiltrazioni mafiose. In anni di frequentazione, mai visti vigili urbani o guardie di alcun genere preposte al controllo. Eppure, ne basterebbe uno solo per sanzionare gli incivili”. Così in una nota stampa, Raffaele Vescera, presidente del Circolo Francesco Marcone.
“Oltre il controllo e la prevenzione, che consiglia di punirne uno per educarne cento – prosegue Vescera -, manca la denuncia pubblica e l’educazione scolastica. In una città dove la mafia spadroneggia quasi indisturbata, come in tutto il tavoliere e il Gargano, in conseguenza della scarsità delle forze dell’ordine e della maldestra chiusura dei tribunali in provincia, tutto ciò diventa fertile humus per la riproduzione della manovalanza mafiosa, prepotentemente irriguardosa delle regole della comunità civile, come lo è gran parte del ceto politico cittadino. Leonardo Sciascia diceva che la mafia sarà sconfitta da un esercito di maestri di scuola. Cari maestri, educatori e insegnanti di ogni genere, se ci siete battete un colpo. Parlate ai vostri ragazzi di quanto male fa la malavita organizzata a tutta la comunità, dell’ostacolo allo sviluppo economico e al lavoro prodotto dalla sua presenza, insieme ad un ceto politico affaccendato più a coltivare i propri interessi che a levare gli scudi contro uno stato centrale che discrimina ed emargina il Mezzogiorno a vantaggio delle regioni settentrionali, arricchite con le risorse, le braccia e i cervelli di quelle meridionali. Se la politica accondiscendente è lo strumento ‘legale’ di controllo per mantenere tale status quo, la mafia è lo strumento criminale. Oltretutto, i lavori in corso di ripristino del manto d’asfalto interno ed esterno al parco, con scavi e recinzioni kilometriche, sono ancora in alto mare, nonostante da tabella i lavori sarebbero dovuti terminare ad ottobre 2021. Un ottobre ormai lontano, mentre al lavoro si vede una squadra risicata di 4 o 5 operai. Certo i lavori è una fortuna che vi siano, ma a ottobre di quale anno termineranno? – conclude Vescera -. Chiediamo per i bambini che vi giocano e gli adulti che vi passeggiano desolati da tanta incuria”.

