La spirometria misura la quantità di aria che si è in grado di inspirare ed espirare dai polmoni con uno sforzo massimale e la velocità con cui si riesce a muoverla. Il paziente deve necessariamente stare senza mascherina nella stanza dell’esame insieme agli operatori mascherinati. Ed è questo il motivo per il quale al D’Avanzo di Foggia l’equipe della professoressa Foschino chiede ed esige un tampone preventivo antigenico o molecolare.
Spiegano in questo modo dall’azienda universitaria ospedaliera foggiana il caso della donna, con regolare green pass rafforzato, a cui è stata negata la visita perché non in possesso di un tampone.
L’Immediato ha raccontato le vicissitudini della paziente, che sono diventate un lungo reclamo nei confronti dell’azienda, dell’Asl e della Regione Puglia alla luce dell’ordinanza regionale che elimina i tamponi per le visite specialistiche. La direzione del Policlinico Riuniti ha però adottato una circolare il 9 febbraio scorso in netta contrapposizione con la norma regionale, per proteggere il personale sanitario da un eventuale contagio da Covid-19. “Abbiamo il dovere di scongiurare ogni possibile infezione, il personale è limitato. Alla paziente è stata data la possibilità di tornare dopo qualche giorno, in seguito al tampone effettuato, ma ha preferito agitare le carte in punta di diritto”, spiegano dal D’Avanzo.
