Ancora in calo, sebbene rallentato rispetto agli ultimi giorni, la curva epidemica in Italia. I nuovi casi sono 41.400, contro i 36.429 di ieri ma soprattutto i 46.169 di giovedì scorso. I tamponi processati sono 431.312 (ieri 415.288) con un tasso di positività che sale dall’8,8% al 9,6%. I decessi sono 185 (ieri 214): le vittime totali dall’inizio della pandemia sono 155.399. Calano ancora le terapie intensive, 27 in meno (come ieri) con 52 ingressi del giorno, e scendono complessivamente a 654, così come i ricoveri ordinari, 355 in meno (ieri -502), 9.599 in tutto. E’ quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute.
L’attenzione oggi è anche sull’ipotesi di una recrudescenza dell’epidemia di coronavirus legata ai profughi in arrivo dall’Ucraina. È la Fondazione Gimbe a sottolineare che il 63,8% della popolazione ucraina non è vaccinata. Un dato che “non deve essere sottovalutato”. Il presidente Gimbe Nino Cartabellotta suggerisce che il governo includa nei piani di accoglienza la vaccinazione di anziani e fragili provenienti dalle zone di guerra. D’accordo il virologo Fabrizio Pregliasco che ricorda come in un contesto di guerra le regole igieniche e il distanziamento passino in secondo piano. Le ripercussioni sono possibili anche in Italia: “Non voglio esagerare dicendo che il Covid tornerà in modo pesante ma ci saranno possibili colpi di coda”, ha detto a Fanpage.
