Nuovo incontro per il Coordinamento delle associazioni per la rinascita della città di Foggia. Stavolta gli attivisti guidati dal consumerista Walter Mancini hanno partecipato ad un colloquio convocato
dai Commissari nell’aula consiliare del comune capoluogo. Assente la commissaria Marilisa Magno, c’era il commissario Sebastiano Giangrande che ha esaltato la pratica dell’ascolto attivo reciproco. Dopo la presentazione del presidente Mancini, il portavoce Nino Abate ha chiesto di sapere a che punto sia il progetto “strada per strada” per la città di Foggia, 3 milioni 255,072 euro con una tempistica precisa che prevede il completamento dei lavori entro dicembre 2022. Giangrande ha snocciolato l’elenco dei progetti già fatti che, ha detto, sono rilevabili dall’Albo Pretorio, ossia dal sito del Comune, così come avevano già detto i commissari ai partiti.
“Ma le associazioni non sono i partiti, responsabili anch’essi dello sfascio comunale, e soddisfatti dall’elenco delle cose raccontate, quali risultati hanno portato? E oggi?”, si sono chiesti gli attivisti. Giangrande ha riferito che il censimento delle strade e dei marciapiedi da ripristinare è stato fatto dai tecnici. Ma sono stati presentati i progetti per la rigenerazione urbana, le scuole, le palestre delle periferie, le ciclovie, e molti progetti erano già stati elaborati dalla amministrazione Landella.
Secondo le associazioni si è ancora nel libro dei sogni. E spiegano: “Giangrande ha lamentato la situazione disastrosa in cui ha trovato il Comune e gli uffici comunali, deprivati di personale, e tuttavia ha detto che il deficit che deriva dal ‘Salvaenti’ è stato già ridotto a 6 milioni di euro, con tre anni di anticipo. Il Bilancio promesso ad aprile dovrebbe chiarire qualcosa di più. Il clima è improvvisamente cambiato quando è stato chiesto al commissario perché non è stato previsto nulla per il centro e per il centro antico della città. Inutile ricordargli che la fiducia dei cittadini si può riconquistare da subito, non fra tre anni, mostrando attenzione alla realtà sotto gli occhi e sotto i piedi di tutti: i marciapiedi e le strade dissestate. Gli è stato proposto di agire con provvedimenti di estrema urgenza per alcune zone realmente pericolose per l’incolumità fisica dei cittadini, in modo da soddisfare un interesse immediato e visibile (ad esempio via Diomede, divenuta arteria fondamentale per la viabilità veicolare) per i cittadini che rischiano davvero di cadere e di essere investiti. E non basta incrementare il Fondo Rischio Contenzioso da 20.000 a 180mila euro, con la spada di Damocle della Corte dei Conti. Mentre si discuteva di ciò, cadeva un palo di acciaio in via Manfredonia, incrocio viale Fortore, senza produrre danni a persone o auto, per pura fortunata coincidenza“.
Tante le richieste delle associazioni. L’avvocato Gianfranco Corsini ha elencato le criticità per il centro storico dimenticato, chiedendo interventi necessari e immediati. “Il commissario Giangrande, insofferente, era già sul piede di partenza – riferisce deluso il coordinamento -. Il presidente del Coordinamento Mancini non ha avuto il tempo di proporre interventi mirati e di urgenza, da determinare da parte di tecnici comunali e polizia locale, e procedere con somma urgenza, con una diffida verbale a intervenire subito, ‘prima che ci scappi il morto’. Giangrande, già spazientito per un accenno all’Università del dottor Faleo, ha abbandonato l’aula e se n’è andato via senza neanche salutare. Il Coordinamento, deluso e rammaricato per le mancate risposte, ha già richiesto un nuovo incontro per discutere delle criticità elencate con calma e competenza, senza minestroni propinati per non affrontare i temi uno per volta con chiarezza”.
