A Manfredonia torna la paura Energas. Stasera seduta monotematica del consiglio comunale dove sarà discussa la mozione di contrarietà al deposito di gpl della Energas, presentata dal sindaco Gianni Rotice. Ma in città non si fidano, temono brutte sorprese. Questa mattina ci siamo recati in località “Santo Spiriticchio”, nel terreno ubicato a ridosso della SS89 Garganica, a pochi chilometri dal centro abitato dove Energas spera ancora di realizzare l’impianto. Qui abbiamo incontrato Enzo Cripezzi della Lipu Puglia e Matteo Starace in rappresentanza di un comitato cittadino “No Energas”.
Perchè torna l’incubo dopo che Comune e Regione hanno più volte detto che la partita è chiusa? Perchè tanta paura dopo che lo stesso amministratore della Energas avrebbe rinunciato al progetto davanti al no secco della popolazione? “Siamo giunti al punto nevralgico della procedura autorizzativa. I pareri che sono stati espressi sono divergenti e la norma nazionale prevede che in questi casi il ministero competente possa rimettere la decisione al Consiglio dei ministri. Per noi la partita è chiusa ma non capiamo perché il Governo non si pronunci ancora. È ovvio che ora la palla passa alla politica, soprattutto quella locale che dovrebbe fare pressione nei confronti dei rispettivi rappresentanti sia ministeriali che di partito”.
Non credete nemmeno al ritiro dell’azienda? “Quelle di Menale (amministratore Energas) sono tecnicamente delle bugie, perchè – aggiunge Cripezzi – se davvero avesse voluto ritirarsi dal progetto, avrebbe dovuto ritirare l’istanza al Ministero dello Sviluppo Economico, invece non l’ha fatto”. I no più volte ribaditi da Comune e Regione sono no veri? “Si, ma evidentemente non basta – contiunua il presidente di Lipu Puglia -. Il Comune di Manfredonia dovrebbe quanto prima votare in consiglio il vincolo territoriale sull’area che a quel punto diventerebbe area contigua al Parco Nazionale del Gargano che confina con i terreni Energas. Questo andava fatto a suo tempo, ma le precedenti amministrazioni hanno sempre sorvolato”.
Matteo Starace è un ingegnere di Manfredonia a capo di un comitato cittadino, il Caons. “La città attraverso un referendum con il 96% ha detto no all’Energas. E se siamo contrari all’impianto è perchè il deposito produrrebbe più guai che benefici, ad iniziare dall’inquinamento del mare e dell’aria. Per carità, Manfredonia ha già dato tanto in termini di impatto ambientale”.