Sul Gargano monta la protesta degli olivicoltori costretti a smaltire i residui di potatura che abitualmente da queste parti si distruggono tramite l’abbruciamento. A Vico è nato un comitato spontaneo, dopo che che diversi olivicoltori della zona sono stati pesantemente multati per aver bruciato frasche e ramaglie. In questo periodo siamo in piena fase di potatura delle piante di olivo, una pratica necessaria che tuttavia genera una grande mole di “rifiuti”, ovvero gli scarti di potatura dell’olivo.
“Smaltire i residui di potatura per noi è diventato un problema serio – raccontano Stefano e Leonardo Cilenti -. Nelle aree protette come nel nostro Parco Nazionale del Gargano, vige una normativa che vieta di bruciare le frasche. Purtroppo il nostro territorio, dal punto di vista morfologico, è un territorio particolare, pertanto è difficile accedere con i mezzi agricoli, in alcune zone è praticamente impossibile per effettuare la trinciatura dei residui. Non solo, la trinciatura in queste zone aggraverebbe la già complicata situazione fitosanitaria. In questi giorni si sono intensificati i controlli da parte dei Carabinieri Forestali che in alcuni casi hanno emesso verbali salatissimi non solo nel territorio di Vico ma anche a Manfredonia, San Giovanni e San Marco in Lamis. Chiediamo alle autorità competenti di risolvere al più presto questo annoso problema, altrimenti saremo costretti a nasconderci nelle nostre proprietà per continuare a lavorare. Questa legge regionale è assurda, va immediatamente modificata. Speriamo che il buon senso prevalga sulla burocrazia”.