“Qui una mafia di gangster con influenze della ‘ndrangheta. Ma negli ultimi anni sono stati inflitti colpi severi ai clan. Iniziò tutto in un caldo agosto di qualche anno fa”. L’ex ministro Marco Minniti, ospite dell’Università di Foggia, ha ricordato l’ormai lontano 2017 quando l’allora rappresentante del Viminale giunse in città dopo la strage di San Marco in Lamis del 9 agosto di quell’anno. Fu in quel periodo che lo Stato accese finalmente i riflettori sulla criminalità di Capitanata, inviando sul territorio squadre specializzate delle forze dell’ordine. Negli anni successivi, le organizzazioni mafiose sono state colpite duramente da una raffica di arresti.
Ma stamattina Minniti è tornato Foggia in un altra veste, protagonista di un incontro nell’Aula Magna del Dipartimento di Studi Umanistici, Lettere, Beni culturali e Scienze della formazione. In qualità di presidente della Fondazione Med-Or, nata lo scorso anno per iniziativa di Leonardo Spa e tesa a promuovere attività culturali, di ricerca e formazione scientifica per rafforzare i legami, gli scambi e i rapporti internazionali tra l’Italia e i Paesi dell’area del Mediterraneo allargato (Med) fino al Medio ed Estremo Oriente (“Or”), l’ex ministro ha illustrato le iniziative di Med-or, che fonde le capacità dell’industria con il mondo accademico per lo sviluppo del partenariato geo-economico e socio-culturale.
Con l’Ateneo la Fondazione ha siglato un protocollo in cui le due parti si impegnano a promuovere iniziative congiunte di studio e di formazione, eventi pubblici, progetti di ricerca, borse di studio, stage, tirocini e corsi di studio nei settori dell’economia, della medicina e della salute, dell’ambiente, del diritto, delle nuove tecnologie, delle scienze applicate e dell’energia, anche con l’obiettivo di rafforzare il dialogo, la cooperazione internazionale e le relazioni diplomatiche.
“In tale direzione l’Università di Foggia ha già dichiarato la propria disponibilità – spiega il rettore Pierpaolo Limone – a programmare, attivare e gestire i progetti formativi, progettare i contenuti di dettaglio delle attività congiunte e fornire la logistica, le piattaforme informatiche e i servizi di supporto necessari allo svolgimento delle attività previste. Ci aspettiamo un proficuo scambio di idee e progetti, e siamo certi che questo protocollo darà ulteriore linfa allo studio e alla ricerca dei nostri ricercatori”.