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Home » Referendum, i cinque quesiti che possono stravolgere la giustizia italiana. Sì o No? Ecco cosa cambierebbe

Referendum, i cinque quesiti che possono stravolgere la giustizia italiana. Sì o No? Ecco cosa cambierebbe

Di Redazione
31 Maggio 2022
in Cronaca
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ciao ciao: "" -

Si avvicina il referendum giustizia in Italia. A parlarne è l’avvocato foggiano Luigi Leo, membro del Consiglio dell’Ordine Avvocati Foggia. “Poiché i media sono tutti concentrati sulla guerra Russia-Usa-Nato e non si parla d’altro, mi permetto di ricordare i quesiti del referendum giustizia del 12 giugno. Primo quesito: separazione delle carriere, in Italia i magistrati possono passare più volte dalla carriera di pm (chi si occupa delle indagini) a quella di giudice (chi emette sentenza). Cosa cambia se vince il SÌ? Ad inizio carriera il magistrato dovrà scegliere tra il ruolo di pm o giudice.

Secondo quesito: misure cautelari, la custodia cautelare può essere motivata dal periodo di fuga, alterazione della prove o ripetizione del reato. Cosa cambia se vince il SÌ? Viene eliminata la custodia cautelare motivata dal pericolo che l’indagato ripeta il reato di cui è accusato.

Terzo quesito: incadidabilità per i politici condannati, in Italia chi è condannato in via definitiva per alcuni gravi reati non può candidarsi alle elezioni, assumere cariche di governo e se è già stato eletto, può decadere. Per chi è eletto in un ente locale, però scatta la sospensione automatica dopo la sentenza di primo grado (non definitiva). Cosa cambia se vince il SÌ? L’interdizione dai pubblici uffici non sarà più automatica ma decisa dai giudici, caso per caso.

Quarto quesito: valutazione dei magistrati, i consigli giudiziari sono organi del Csm che valutano l’operato dei magistrati, all’interno dei quali votano solo i magistrati. Cosa cambia se vince il SÌ? Anche avvocati e professori universitari (che fanno parte dei Consigli Giudiziari ma senza diritto di voto) potranno votare”.

Infine, il quinto quesito: “elezione del consiglio superiore della magistratura, il Csm è l’organo di governo della magistratura. Per candidarsi come membro del Csm, un magistrato deve presentare da 25 a 50 firme di altri magistrati a proprio sostegno. Cosa cambia se vince il SÌ? Viene abrogato l’obbligo di trovare le firme, basterà presentare la propria candidatura”.

Tags: referendum giustizia
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