“Le autorità italiane dovrebbero chiudere immediatamente qualsiasi indagine penale sul giornalista Francesco Pesante e cessare di molestare i membri della stampa per il loro lavoro”, ha affermato Attila Mong, rappresentante del CPJ per l’Europa. “Il sequestro del telefono di Pesante ha violato i principi fondamentali della libertà di stampa e ha minacciato la sua capacità di proteggere le sue fonti. Tali misure non hanno spazio in un paese dell’UE e le autorità dovrebbero invece incoraggiare e sostenere i giornalisti che riferiscono sulla criminalità organizzata”.
È quanto si legge sul sito dell’organizzazione internazionale per la libertà di stampa, “Comitato per la tutela dei giornalisti” che in queste ore ha affrontato la vicenda del telefono sequestrato al direttore de l’Immediato, Francesco Pesante, indagato per ricettazione dopo la divulgazione del video dell’omicidio di Alessandro Scrocco, ucciso davanti al carcere di Foggia lo scorso 17 maggio.
Oggi, intanto, il Riesame ha accolto l’istanza di Michele Vaira, avvocato di Pesante, annullando il decreto di sequestro del telefonino e restituendo la copia forense dello smartphone. Il giornalista è fiducioso di vedere presto archiviata anche l’accusa nei suoi confronti. (QUI L’ARTICOLO COMPLETO DI CPJ)
