A distanza di qualche settimana dall’omicidio di Alessandro Scopece, torniamo al rione Candelaro di Foggia. Questa volta per ascoltare la voce di don Antonio Carbone, il parroco del Sacro Cuore, la chiesa ubicata nel cuore del quartiere. “Non è la prima volta che in questo quartiere si spara e si uccide, ma questa volta è stato ancora più atroce perché è successo in pieno giorno con i ragazzi che stavano entrando in parrocchia per le attività estive e in chiesa stavamo celebrando un funerale. Purtroppo sappiamo benissimo che la criminalità a Foggia è ben radicata, occorre trovare la forza per rompere questa catena che va di generazione in generazione”.
Poi aggiunge: “Più che voglia di riscatto, vedo nella gente di Candelaro uno spirito di rassegnazione perché ci si sente abbandonati dalle istituzioni. Da una parte la criminalità organizzata, dall’altra ci troviamo di fronte ad una rete sociale e istituzionale non organizzata. E poi in questa zona i controlli sono scarsi. Non abbiamo visto nessun miglioramento dal giorno dell’omicidio. In alcune ore della giornata questo popoloso rione continua ad essere terra di nessuno”.
Seguici anche su Instagram – Clicca qui
