Proseguono senza sosta le indagini sulla morte dei cerignolani Gerardo (in foto) e Pasquale Cirillo, rispettivamente di 58 e 27 anni, padre e figlio. La polizia ha recuperato i cadaveri nei pressi di un casolare abbandonato nelle campagne tra Cerignola e Manfredonia. A quanto si apprende, il terreno era stato affittato alcuni mesi fa dalle due vittime che ci lavoravano come agricoltori.
I Cirillo – uccisi con un colpo d’arma da fuoco alla testa – avevano fatto perdere le loro tracce già nella notte precedente al ritrovamento, tanto da allarmare alcuni familiari che ne avevano denunciato la scomparsa alle autorità. Per questo ieri mattina erano scattate le ricerche, partite immediatamente dal terreno dove i due lavoravano. Ed è lì che la polizia ha trovato prima il corpo del 27enne e poi, ad un centinaio di metri, quello del padre. I cadaveri erano ricoperti da matasse di tubicini, quelli che si usano per irrigare i terreni. È stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco per recuperare i corpi.
Mafia? Droga? Un regolamento di conti? Una vendetta? Gli investigatori non escludono nulla e mantengono il massimo riserbo sulle indagini. Intanto è emerso che Gerardo Cirillo ebbe alcuni guai con la giustizia. L’ultimo nel 2014 quando venne arrestato per droga. La polizia gli sequestrò 230 grammi di cocaina, parte ancora da tagliare e parte già confezionata in dosi e che immessa sul mercato al dettaglio avrebbe garantito guadagni per alcune migliaia di euro. Gli agenti del commissariato di Cerignola perquisirono la mansarda dove abitava l’uomo, in uno stabile di via Tomba dei Galli. All’epoca Cirillo risultava residente a Milano dov’era emigrato anni prima, ma di fatto abitava nella mansarda dove venne trovato al momento del blitz. Al momento si tende ad escludere collegamenti con quel fatto di cronaca.
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