Fa discutere lo sfogo a Repubblica Bari di Ottavio D’Ambrosio, ristoratore foggiano del “San Giorgio” di via Monfalcone. “Spero di non arrivare a una soluzione estrema ma se continua così non sapremo come pagare le bollette: alla fine ci staccheranno la corrente e dovremmo chiudere per forza”. La sua attività, aperta 57 anni fa, è in difficoltà a causa dei costi choc: “Se fino a maggio pagavo di corrente elettrica mille, mille 150 euro, a giugno mi è arrivata la prima bolletta di 2mila e 600 euro circa, mentre a luglio un’altra da quasi 4mila e 600 euro. Ma non è solo l’energia elettrica da pagare, c’è anche il gas e veniamo da un anno e mezzo di pandemia. Tutte queste cose hanno portato ad un azzeramento dei nostri risparmi anzi ad un indebitamento”.
E non finisce qui, come spiega D’Ambrosio sempre a Rep Bari: “Dobbiamo restituire allo Stato i 30mila euro che ci ha dato durante il Covid. Non sappiamo veramente da dove tirar fuori i soldi”. Ansia per il personale: “Su questo locale campano 8 famiglie. Mi chiedo quale sarà il loro futuro”.
C’è l’ideatrice di rateizzare: “Ma la legge prevede la rateizzazione di una sola bolletta. Non sapendo che a luglio mi sarebbe arrivata una da quasi 4mila e 600 euro, ho rateizzato quella di giugno da 2mila e 600 euro. Ora, giuro, non so come pagarla. Il locale ha sempre lo stesso numero di frigoriferi e di aria condizionata. Al contrario durante il periodo estivo il nostro lavoro diminuisce perché abbiamo solo tavolini interni e non all’aperto, quindi scema il flusso di clienti. Se continua così non vedo altre soluzioni: sicuramente chiuderemo”.
