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Home » Mafia foggiana tra soldi, sangue e vendette. Agguato a Fratianni, bocciati i ricorsi di boss e soci

Mafia foggiana tra soldi, sangue e vendette. Agguato a Fratianni, bocciati i ricorsi di boss e soci

Di Redazione
29 Agosto 2022
in Cronaca
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ciao ciao: "" -

Sonora bocciatura per Emiliano Francavilla e soci. Il Tribunale della Libertà di Bari ha detto no ai ricorsi del 43enne boss foggiano e dei suoi presunti scagnozzi Giovanni Consalvo 31 anni genero di Francavilla, Giuseppe Sonnino 51 anni e Michele Ragno 46 anni. I quattro vennero fermati, insieme ad altre due persone, per il tentato omicidio di Antonio Fratianni, l’imprenditore edile arrestato poche settimane fa per l’agguato ai danni di Antonello Francavilla, fratello maggiore di Emiliano, e del figlio 15enne. I due rimasero feriti in un’abitazione di Nettuno in provincia di Roma dove Antonello Francavilla stava scontando i domiciliari.

L’uccisione di Fratianni doveva consumarsi, il 26 giugno scorso, nei pressi del casello autostradale di “Foggia Zona Industriale” mentre l’imprenditore rincasava da una trasferta. Solo l’intuito della polizia riuscì ad evitare il peggio.

Per i legali degli indagati non ci sarebbero indizi sufficienti a carico dei propri assistiti e il presunto progetto di omicidio non sarebbe mai entrato nella fase esecutiva. Di parere contrario i giudici del Tdl che hanno rigettato i ricorsi.

Stando alle indagini, Emiliano Francavilla avrebbe agito per vendicare fratello e nipote ma anche perché Fratianni non avrebbe restituito circa 600mila euro alla batteria Sinesi-Francavilla che in passato avrebbe investito soldi, attraverso l’imprenditore, in un progetto edilizio.

Per gli inquirenti Fratianni era “testa di legno del clan” e per questo il gip del tribunale di Velletri, competente per territorio (il fermo avvenne nel nord Italia), ha confermato nei giorni scorsi l’arresto dell’edile accogliendo la richiesta della Dda di Roma che contesta all’indagato l’aggravante della premeditazione e della mafiosità per due motivi: il metodo utilizzato e la causale dell’agguato riconducibile a contrasti all’interno della mafia foggiana nella quale viene ritenuto “orbitante” lo stesso Fratianni considerato una “testa di legno asservita agli interessi del clan e collettore di somme di provenienza illecita del sodalizio mafioso”.

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Tags: Mafia foggiana
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