Gli animali come simbolo di potere. Sul Gargano la malavita occupa i terreni con la forza, l’arroganza e le continue prevaricazioni che si concretizzano attraverso il pascolo sui campi altrui. Da tempo un agricoltore di Mattinata denuncia intimidazioni nei suoi confronti. L’ultima segnalazione risale a pochi giorni fa quando l’uomo ha trovato una scena da film horror sul suo terreno. Ignoti hanno abbattuto e squartato un vitello della sua proprietà.
Nei pressi di un muro a secco, la vittima ha rinvenuto tracce di sangue e segni di trascinamento il che fa pensare che i malviventi avrebbero ucciso l’animale per poi portare la carcassa sino a ridosso del muretto confinante con una strada comunale. Infine, a bordo di un veicolo, si sarebbero allontanati lasciando sul terreno le interiora che poi i vari animali selvatici avrebbero distrutto.

Per l’agricoltore si tratta di un danno di oltre mille euro. Ma, come detto, avrebbe subito gli “avvertimenti” della mala già in passato. Pochi mesi fa i malviventi gli tranciarono due cancelli, uno con rete metallica, l’altro con filo spinato. In quel caso ignoti avrebbero agito in piena notte.
Nei mesi scorsi l’uomo ha segnalato le minacce anche al prefetto di Foggia, al procuratore e alle forze dell’ordine spiegando che due allevatori del posto “pascolano abusivamente sul demanio comunale e più precisamente sulle contrade Grasso, Paratina ed Alvaro, occupando di fatto in esclusiva circa 40 ettari del territorio comunale. Molti proprietari non possono accedere ai terreni ma costoro non denunciano per paura. Risultano agli atti dei locali carabinieri (anche forestali) diverse denunce in merito per pascolo abusivo”. Oggi l’agricoltore confida nel nuovo prefetto Maurizio Valiante per frenare l’escalation.

D’altronde la criminalità locale è nota per il controllo rurale della zona. Negli anni, come raccontato anche nella recente inchiesta antimafia “Omnia Nostra”, la malavita si sarebbe impossessata di case e terreni, mandando via da Mattinata tanta gente onesta. “L’entroterra è stato, nel tempo, oggetto di una conquista territoriale“. Si parla di un “utilizzo indebito di terre ad uso esclusivo degli appartenenti alla consorteria criminale, fortificando in tal modo il vincolo associativo nello specifico settore dell’allevamento di bestiame”.
Nel 2021 fece scalpore l’operazione “Stato brado” di Arma dei Carabinieri e Procura di Foggia. A Monte Sant’Angelo, nel cuore del Parco Nazionale del Gargano, vennero sequestrati la bellezza di 80 capi di bestiame. Dopo anni di minacce e soprusi, un cittadino montanaro vide giungere finalmente all’epilogo una decennale triste vicenda basata su questioni legate all’invasione di terreni, danneggiamenti e contendimento degli stessi appezzamenti siti nel cuore del Parco. L’imprenditore alla fine, con enormi sforzi e sacrifici, riuscì a contenere la volontà di imporre il controllo criminale del territorio da parte di esponenti vicini a clan locali. In quel caso gli animali erano riconducibili a familiari di Pietro La Torre detto “U’ Muntaner”, membro di spicco dell’organizzazione mafiosa garganica Lombardi-Ricucci-La Torre.
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