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Home » Alloggi a pregiudicati e continue figuracce: ora Rotice rischia pure una denuncia per diffamazione

Alloggi a pregiudicati e continue figuracce: ora Rotice rischia pure una denuncia per diffamazione

Di Redazione
6 Novembre 2022
in Politica
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Bufera alloggi a Manfredonia. Una recente delibera (la numero 189 del 27 ottobre) ha dato l’ok all’assegnazione di un alloggio all’interno del mercato ortofrutticolo ad una persona coinvolta in varie operazioni contro il crimine. Il tutto nonostante due ordinanze di sgombero, una dell’ex sindaco Riccardi, l’altra dei commissari, e senza saldare il pregresso. A dimostrazione del fatto, ancora una volta, che lo scioglimento per mafia del 2019 non è servito proprio a nulla nella città sipontina. È immaginabile che il prefetto di Foggia, Maurizio Valiante, non potrà non considerare ciò che sta accadendo a Manfredonia dove i casi scottanti cominciano ad essere innumerevoli (leggi qui).

Il comunicato “farsa” sulla legalità

In riva al golfo gli strafalcioni sono all’ordine del giorno: in queste ore l’avvocata Maria Lucia Totaro ha replicato ad una nota del primo cittadino Gianni Rotice che in tono trionfante aveva annunciato l’assegnazione da parte di Comune e Arca Capitanata di un immobile ad una coppia “dopo averlo liberato da un nucleo familiare non avente diritto”. Ma per il sindaco si tratta dell’ennesimo scivolone, l’abitazione era già stata liberata dagli ex inquilini eppure Rotice ha spacciato la notizia come un gesto di legalità dell’amministrazione.

Totaro parla di “situazione antipatica e incresciosa che sta capitando ad una mia assistita, di cui manterrò l’anonimato, e che rischia di avere conseguenze spiacevoli”. Secondo l’avvocata “il comunicato stampa del sindaco riporta una ricostruzione non corretta dei fatti descrivendo una situazione fraintendibile. L’immobile era stato assegnato più di 30 anni fa ai genitori della mia assistita, la cui madre, rimasta vedova, è deceduta nel mese di aprile di questo anno. La mia assistita ha, invece, la propria residenza in una casa diversa e di sua proprietà. Ha però sempre prestato assistenza alla madre, gravemente malata, da lungo tempo. Al momento del decesso, la mia assistita ha liberato la casa e ha prontamente contattato l’Arca Capitanata per conoscere le formalità per il rilascio dell’immobile stesso. In qualità di legale di fiducia ho personalmente inviato a partire dal mese di maggio 2022 almeno tre (3) pec all’Arca per avere istruzioni per il rilascio, che non mi sono mai state fornite”. E ancora: “Non è stata l’Arca a sollecitare la mia assistita, bensì, al contrario, è stata la mia assistita, ben consapevole di non poterne beneficiare, ad insistere per mesi affinché potesse lasciare le chiavi dell’immobile. Ed invece di ricevere encomi per la sua correttezza, per il senso civico e la solerzia dimostrati, la mia assistita, insieme a tutta la sua famiglia, è stata sottilmente associata a ben altri tipi di personaggi che abitano gli immobili”.

Poi conclude: “È pertanto necessario sottolineare che la casa popolare assegnata agli aventi diritto è stata regolarmente liberata e consegnata, così come è normale e doveroso fare per legge. La casa non era occupata, non era neanche abitata. E la stessa mia assistita si riserva il diritto di esercitare ogni azione, civile e penale, si riterrà necessaria poichè la diffusione della foto ha reso riconoscibile l’immobile e l’inesattezza del comunicato stampa ha leso la sensibilità dell’intero nucleo familiare, in cui pure ci sono figli minori, che hanno avuto reazioni emotive apprendendo la notizia”. Insomma, per Rotice una figuraccia senza precedenti.

“Distorta la realtà dei fatti”

Sul caso è intervenuta anche l’opposizione attraverso le parole di Mariarita Valentino del Pd: “L’assegnazione della casa popolare è stata ampiamente pubblicizzata dall’addetto stampa del sindaco che ha, per ovvie ragioni facilmente deducibili, completamente distorto la realtà degli avvenimenti al solo fine di ricoprire di meriti un’amministrazione che nel caso di specie non ne ha e gettare fango sulla precedente famiglia assegnataria, diffamandola e denigrandola.
Mi spiego meglio. L’addetto stampa, lo stesso che avrebbe dovuto collaborare gratuitamente con il sindaco e che invece percepirà una ‘equa retribuzione’ per il lavoro espletato, in malo modo oserei dire, ha riportato fatti artatamente falsati, tanto da indurre l’avvocato della precedente famiglia assegnataria ad intervenire con un comunicato stampa che spiegasse esattamente il susseguirsi degli eventi”. Secondo Valentino è stata distorta la realtà: il sindaco si sarebbe finto “paladino di giustizia, capace di liberare l’immobile da precedenti abusivi, che tali non sono mai stati”.

Infine Mariarita Valentino evidenzia il caso del mercato ortofrutticolo: “Io credo che la motivazione a tutto questo sia più sottile. Credo che oltre a infondate manie di protagonismo, pubblicizzate male e in modo fuorviante, si sia volutamente voluto spostare l’attenzione su un altro avvenimento che di trasparente non ha davvero nulla. Mi riferisco alla delibera di Giunta Comunale n. 189 del 27 ottobre, pubblicata sull’Albo Pretorio guarda caso lo stesso giorno dell’assegnazione dell’immobile popolare, il 2 novembre. Nella suindicata delibera di indirizzo, facente riferimento alla regolarizzazione di un’occupazione abusiva al Mercato Ortofrutticolo, si intende concedere una contrattualizzazione di locazione a chi per anni, in sopruso ai dettami di legalità, ha vissuto nell’illegalità e nella scorrettezza. Mi chiedo, sono questi i nuovi strumenti adottati dalla nostra amministrazione per combattere i soprusi? È cosi che si accendono i riflettori su una vicenda, modificandola falsamente, per spegnere le luci su fatti gravi e ingiusti coperti da delibere che investono di legittimità ciò che di legittimità ha ben poco? Ora resta solo da sperare sul lume della Dirigenza del Demanio e Patrimonio che possa non autorizzare uno scempio di tale gravità e ripristinare i principi della legalità e della trasparenza o ci potremmo ritrovare ad armeggiare con uno strumento pericoloso che fungerà da precedente”. (In foto, il Comune di Manfredonia; nei riquadri, Valiante e Rotice)

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Tags: alloggi manfredonia
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