“Non è giusto. È questo che ripeto. Non è giusto. Avevamo ancora tanto da fare insieme”. È lo sfogo sui social di Francesco Ippolito, figlio di Gigi, pilota, deceduto ieri nello schianto dell’elicottero Alidaunia. Il padre era molto popolare a Foggia, amato e stimato da tutti. Comandante di lungo corso di aerei ed elicotteri, un vero esperto del settore. Ieri, però, qualcosa è andato storto e l’uomo è deceduto insieme ad altre sei persone sulla tratta Tremiti-Foggia.
Ecco cosa scrive ancora il figlio Francesco: “La mia laurea alle porte, la mia vita, il mio futuro. La mia vita si è spezzata oggi, quando come ogni mattina mi hai abbassato le tapparelle e mi hai rimboccato le coperte prima di rubarti le mie caramelle. Poi sei volato via e lì sei rimasto. Tu, pilota di aerei e di elicotteri, uno dei pochissimi nonché tra i più bravi e rinomati d’Italia. Tu, di cui ero estremamente orgoglioso per il tuo lavoro. Tu, mio padre.
È la sensazione peggiore che un essere umano possa provare: la morte di un genitore giunta prima dai flash della stampa (la ‘mia’ stampa) in cerca dell’ultim’ora che dagli organi ufficiali. Perché a lui, la persona migliore che ho mai conosciuto? Perché Dio mio? Perché mi hai abbandonato? A certe domande io non sono in grandi di rispondere e allora mi rivolgo a Te. Ringrazio tutti per la vicinanza e vi chiedo soltanto di pregare per me, per mio padre e per la mia famiglia”.
