Cancello delle polemiche a Manfredonia. Il caso, sollevato a maggio da l’Immediato, è finito ieri in Consiglio comunale attraverso l’interrogazione del consigliere di minoranza Francesco Schiavone. “A febbraio 2022 un cittadino ha protocollato la richiesta di apporre un cancello in cortile Arco delle gatte divenuto luogo di ritrovo di estranei. Dopo un mese il Comune ha autorizzato l’installazione del cancello specificando che l’area conservi comunque l’uso pubblico. L’amministrazione ha chiesto il parere alla Soprintendenza? Ha vagliato altre richieste simili?”, i quesiti di Schiavone.
L’assessora Anna Trotta ha spiegato che “c’erano condizioni di degrado, graffiti e sporcizia e mai come in questo periodo bisogna garantire condizioni di sicurezza”. Trotta ha anche fatto sapere che la Soprintendenza non è ancora stata allertata.
Questione che ha infervorato il consigliere: “Forse questa amministrazione ha una sorta di allergia alla Soprintendenza. Esiste una normativa nazionale riguardante i centri storici che prevede l’autorizzazione della Soprintendenza per interventi del genere. Lo dice anche una sentenza del Consiglio di Stato. È imbarazzante vedere come vengono redatti gli atti. Ad oggi non è stato chiesto nemmeno un canone al cittadino in questione. Nel frattempo si utilizza uno spazio in maniera privata, le chiavi del cancello le ha il Comune, ma la manutenzione e l’illuminazione sono a carico dei cittadini. Un atto grave che andrebbe inviato alla Corte dei Conti. Questa amministrazione – ha incalzato Schiavone – è solerte a sprazzi, per alcuni cittadini sembra esserlo di più che per altri. Pratica una legalità a pois. C’è superficialità”.
Ma non è tutto, come emerso in una segnalazione in nostro possesso, il cancello all’ingresso del cortile, seppure in maniera abusiva, in realtà era già presente, come lo dimostrano le foto di Google Maps, nel 2012. Con la recente delibera il Comune avrebbe solo avvallato un presunto abuso, sostenendo che all’ingresso del cortile il cancello non fosse già presente. Ma non è tutto, la ciliegina sulla torta sarebbe aver sottratto ai cittadini l’uso della piazzetta in violazione al codice paesaggistico. Infatti l’articolo 10, comma 4 lettera g), inquadra tra i beni culturali proprio le strade e le piazze pubbliche ricadenti nell’ambito del centro storico. Ciò significa che qualsiasi intervento edilizio debba essere sottoposto all’acquisizione del parere obbligatorio da parte della Soprintendenza. Ciò non è ancora avvenuto. (In alto, il cancello, Trotta e Schiavone; sullo sfondo, l’aula consiliare)
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