Il processo Ferrazzano rinviato al 9 marzo per sentire mamma e zia della vittima. Sarà sentita anche la sorellastra del giovane. Per quanto riguarda la testimonianza del padre non c’è stato bisogno di sentirlo in quanto sono state acquisite le sommarie informazioni del marzo 2021. Faranno dunque prova quelle dichiarazioni.
Con le accuse, a vario titolo, di atti persecutori aggravati dal cyber-bullismo, truffa e diffamazione, cinque persone di età compresa tra i 21 e i 24 anni sono a processo per la morte di Marco Ferrazzano, il 29enne di Foggia il cui cadavere venne ritrovato il 22 gennaio 2021 sui binari lungo la tratta Bari-Foggia. Secondo le ipotesi investigative, Marco si sarebbe lanciato sotto un treno in corsa perché vittima di bullismo e cyberbullismo.
Tra i gli imputati spiccano i nomi di Antonio Bernardo, 24enne detto “U’ stagnr” e Antonio Pio Tufo, 21enne alias “U’ giall”, entrambi condannati in primo grado a 30 anni di reclusione per la rapina al bar di Foggia “Gocce di Caffè” terminata con l’omicidio del titolare, il 38enne Francesco Traiano. Bernardo è nipote dell’omonimo Antonio Bernardo detto “lo zio”, ucciso nei pressi di San Ciro nel 2008, ammazzato nell’ambito di una guerra di mafia tesa all’epurazione della vecchia “classe dirigente” della “Società Foggiana”. (In foto, Ferrazzano, Bernardo e Tufo)
