La Giunta pugliese ha dato atto con una delibera dell’avvenuta individuazione – sin dal gennaio 2022 – del Comitato etico istituito presso l’Azienda Ospedaliero Consorziale Policlinico di Bari, quale organo territorialmente competente a rendere il parere in ipotesi di suicidio medicalmente assistito.
Ha stabilito che le strutture sanitarie pugliesi, che sono tenute a dare attuazione in tutti i suoi punti alla sentenza della Consulta sul cosiddetto “fine vita” e, quindi, ad assicurare alle persone in condizioni corrispondenti a quelle enucleate dalla Corte costituzionale con l’accesso alle procedure di suicidio medicalmente assistito alle condizioni e modalità stabilite dalla medesima Corte.
Le aziende sanitarie sono tenute anche a dare ampia diffusione alla deliberazione regionale approvata oggi, nonché a fornire tutti i chiarimenti necessari a pazienti, familiari, associazioni e chiunque abbia interesse.
Il Comitato Etico individuato, presso l’Azienda Ospedaliera Policlinico di Bari, appositamente per il “fine vita”, dovrà esprimersi nel più breve tempo possibile al fine di evitare le sofferenze fisiche e psicologiche dei pazienti.
Azione: “Delibera Giunta copia nostra pdl”
“A prima vista sembra che la delibera della Giunta regionale sul fine vita è la copia della nostra proposta di legge. Se sarà confermato, andrà bene così. Ora ci aspettiamo dieci minuti di vergogna per tutti i costituzionalisti della domenica; per i cantori dell’incostituzionalità di una legge che invece eseguiva una sentenza della Corte costituzionale. Una cosa che già a pensarla fa pensare a Crozza”. Lo dichiarano in una nota i consiglieri regionali di Azione Fabiano Amati, Sergio Clemente e Ruggero Mennea.
“Sono svaniti, dunque, sia i farlocchi problemi di costituzionalità e di competenza delle regioni, sia le questioni di coscienza – continuano -. Svaniti nel nulla. Abbiamo solo perso tempo per inseguire narcisismo politico, supponenza giuridica e crudeltà umana. E il tutto per infantilismo politico, perché il problema era il semplice fatto che gli autori della proposta fossimo noi”.
“Ci spiace solo la vista di alcune decine di colleghi bravi e benintenzionati, catapultati in questa lite di condominio, poi smentiti e privati pure della soddisfazione di poter dire di aver fatto qualcosa di buono per le persone che soffrono e per l’ampliamento dei diritti civili nel nostro Paese. Grazie all’associazione Coscioni per il sostegno e per eventuali ed ulteriori suggerimenti in vista della decisione sul ritiro o meno della nostra proposta di legge. Avanti con le prossime battaglie”, concludono.
