In un tribunale blindato è iniziato ieri il processo con rito abbreviato per il terrificante assalto al portavalori della Battistolli, avvenuto nei pressi dell’uscita di Modena Sud il 14 giugno del 2021. Dopo aver messo a ferro e fuoco chilometri di autostrada, tentando di uccidere tre guardie giurate per portarsi via due milioni e mezzo di euro i pericolosi rapinatori fuggirono però a mani vuote. Ieri mattina è andata in scena la requisitoria dei pm – l’udienza si è conclusa solo alle 18 di sera – ma le conclusioni sono previste nelle prossime udienze. Dopo di che sarà la volta delle difese e la sentenza, invece, dovrebbe arrivare il due marzo. Presenti in aula, ieri quattro imputati sui sei complessivi. Infatti ieri è stato unificato un secondo procedimento relativamente all’ultimo arresto. Pesanti le accuse per gli imputati, ideatori ed esecutori materiali del terribile assalto al portavalori: tentato omicidio, rapina aggravata e porto abusivo d’armi.
Il tentato omicidio è stato contestato a tre dei quattro imputati: Stefano Biancolillo, Pietro Raffaeli e Pasquale di Tommaso ma non a Pietro Pecorella. A sgominare la banda, dopo meticolose e difficili indagini erano stati gli agenti della squadra Mobile diretta da Mario Paternoster. Il commando era composto da circa 15 persone e dopo i primi quattro arresti, gli agenti avevano ammanettato anche il braccio destro dell’ideatore del colpo, ovvero Raffaeli e un complice, che avevano messo a disposizione dell’organizzazione criminale mezzi idonei per la fuga. In carcere erano finiti un 50enne ed un 42enne, entrambi residenti a Canosa di Puglia: rispettivamente Angelo Carabellese e Umberto Netti, braccio destro del boss appunto. Tantissimi ieri gli agenti presenti per evitare – vista la caratura criminale degli imputati – che si verificassero eventuali tentativi di evasione. All’esterno del tribunale anche mogli e compagne degli imputati.
(fonte: Il Resto del Carlino)
