Una lettera smentisce Rotice. La sua presunta sensibilità ecologista tanto decantata in queste settimane era praticamente inesistente all’epoca della presidenza di Confindustria Foggia. Una sorta di sindaco a due facce che proprio stamattina sfilava a Manfredonia per dire no ad Energas e al progetto di deposito gpl in riva al golfo. Rotice era lì, in piazza, in prima linea, affiancato dal vescovo Franco Moscone e da numerosi attivisti.
Eppure dal passato emerge un primo cittadino esattamente diverso da quello attuale. Quando era presidente di Confindustria Foggia, Rotice firmò persino una missiva che mostrava totale apprezzamento per il progetto della multinazionale. Una lettera, datata 29 ottobre 2019, indirizzata al Ministero dello Sviluppo Economico, alla Regione Puglia, agli allora commissari straordinari di Manfredonia e alla stessa Energas.
“La presente per rappresentare alle SS.LL. Illustrissime il favore di Confindustria Foggia per la realizzazione dell’iniziativa in oggetto – riportava la lettera – che rappresenta una tipologia industriale consolidata e già presente su tutto il territorio Nazionale, con ubicazione anche in ambiti cittadini come, per esempio, a Napoli dove, da alcuni decenni, nella Zona Orientale sono allocati quattro depositi costieri per una capacità complessiva di stoccaggio di circa 54.000 mc”.
Rotice parlava di “positive e importanti ricadute” in termini di “opportunità e sviluppo economico e sociale del territorio di Capitanata e delle aree contermini”.

Stando alla missiva: “La realizzazione del progetto determinerebbe il coinvolgimento di imprese e forza lavoro locali per tutta la fase di costruzione (circa 2 anni con una previsione di impiego medio di forza lavoro di circa 50 unità/die); la ulteriore rivitalizzazione, nel Porto di Manfredonia, del traffico marittimo industriale, già oggetto di azioni di rilancio, elemento trainante per iniziative future in favore degli operatori portuali; la riapertura della stazione FS di Frattarolo, oggi chiusa per improduttività ed alla quale, a regime, sarebbe assicurata un’importante movimentazione”.
E ancora: “L’assunzione diretta e permanente di un apprezzabile numero di lavoratori (circa 70 unità come dichiarato dalla società proponente) recando un minimo di sollievo ad un territorio gravato da una seria ed atavica crisi occupazionale, frutto anche del processo di deindustrializzazione che da tempo lo caratterizza; un consistente indotto associato alle ordinarie esigenze di conduzione e manutenzione di un importante unità produttiva come quella in parola. Alla suddetta positiva considerazione, non è estranea la consapevolezza che il progetto, nella sua interezza, ha già ottenuto i pareri favorevoli di tutti gli Organi Tecnici Istituzionali chiamati ad esprimersi nel merito ai sensi delle leggi vigenti”.
La lettera proseguiva sulle tematiche ambientali: Rotice ricordava che il progetto fu “già destinatario di positiva pronuncia di compatibilità ambientale emessa con decreto del Ministro dell’Ambiente di concerto con il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali nonché di positiva Valutazione Regionale di Impatto Ambientale”, mentre, per le “tematiche inerenti la sicurezza dell’impiantistica industriale”, aveva ottenuto “il Nulla Osta di Fattibilità ai sensi del D. Lgs. n. 105/2015 da parte del CTR presso la Direzione Regionale Vigili del Fuoco della Puglia”.

Al termine, le parole forse più eloquenti, che stridono con quanto detto oggi da Rotice: “Si è altresì consapevole che il progetto è stato lungamente osteggiato a livello locale. Ciò in un particolare periodo socio – politico che portò, per una scelta politica dell’amministrazione comunale, oggi destinataria di provvedimento di commissariamento, alla indizione di un referendum consultivo con cui la cittadinanza fu chiamata ad esprimersi sulla accettabilità o meno dell’insediamento. L’esito referendario fu negativo ma, forse, solo per carenza di informazione (o disinformazione) essendo completamente mancata, nell’occasione, l’azione della società proponente a difesa dell’iniziativa. La situazione socio – politica del territorio è oggi mutata e Confindustria Foggia è disponibile ad affiancare la Società proponente nella attuazione di una opportuna attività di comunicazione finalizzata alla corretta e completa informazione della cittadinanza. Auspicando che la presente possa trovare adeguata considerazione nelle valutazioni di competenza delle SS.LL., si porgono distinti saluti”. SCARICA LA LETTERA DI ROTICE
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