La Fns Cisl Sardegna respinge l’ipotesi di una collusione fra il boss Marco Raduano, evaso venerdì scorso dal carcere di Badu ‘e Carros a Nuoro, e la polizia penitenziaria in servizio nell’istituto. “Ci viene difficile pensare, conoscendo la maggior parte delle poliziotte e dei poliziotti che lavorano nel carcere nuorese, che possa esserci un agente complice e colluso che possa aver agevolato evasione”, sostiene Giovanni Villa, il segretario regionale e della Federazione nazionale sicurezza della Cisl, dopo che si è appreso che Raduano si è servito di una chiave per lasciare il reparto di Alta sicurezza in cui era recluso. “Sarebbe un colpo ai reni a tutto il corpo della polizia penitenziaria”.
Villa propone due letture alternative. “Si può pensare all’aiuto di altri detenuti lavoranti”, prospetta il sindacalista, “i quali potrebbero aver procurato l’occorrente per la fuga”. Inoltre, “basandoci su quanto appreso fino ad oggi potremmo azzardare, considerando che il detenuto è evaso usando la chiave, che più che di un appoggio di un poliziotto si sia trattato di un errore umano, dovuto a un forte stress lavorativo”, ipotizza il segretario della Fns Cisl Sardegna, “visto che spesso in quel reparto di alta sicurezza si lavora sotto organico e i pochi agenti in servizio devono adempiere a più compiti contemporaneamente”. (Agi)