Erano stati sequestrati il 23 dicembre 2021, su richiesta della Procura della Repubblica di Foggia e dispositivo del Tribunale di Bari, Sezione per le misure di prevenzione, i beni dei fratelli Abbate a Vieste. Il provvedimento emesso, finalizzato alla confisca definitiva, aveva riguardato un noto lido balneare di Vieste “Paradiso Selvaggio” con annessi bar e ristorante, alcuni terreni e case, secondo la Guardia di Finanza destinate ad attività ricettiva, nonché le quote di due società commerciali ed alcuni conti bancari.
Dopo quasi un anno di processo, il Tribunale di Bari ha riconosciuto la legittima provenienza dei beni, intestati ai fratelli Cinzia e Aldo Abbate, perché acquistati con redditi di lavoro documentati e percepiti dai due e dai loro genitori, nel corso degli anni.
È stato, così, escluso che i beni stessi potessero esser frutto dei pochi e non gravi reati ascritti ad Aldo Abbate fra il 1998 ed il 2008, dai quali reati, peraltro, non risultava che fossero derivati illeciti profitti, tanto meno in misura lontanamente corrispondente al valore dei beni.
L’avvocato Paolo D’Ambrosio, che ha difeso i fratelli Cinzia ed Aldo Abbate, esprime “soddisfazione ed apprezzamento per il provvedimento depositato dal Tribunale di Bari il 20 dicembre 2022, frutto di una complessa attività ricostruttiva dei redditi ma la cui esattezza risulta conclamata dal fatto che non è stato impugnato dal pubblico ministero, consentendo il 17 febbraio scorso alla Guardia di Finanza di Vieste di restituire integralmente i beni ai legittimi proprietari”.
