Le imprese femminili registrate in provincia di Foggia al 31 dicembre 2022 ammontano a 18.457, di cui 16.969 attive. Rappresentano il 25,88% delle imprese totali, un tasso di femminilizzazione più alto sia della media regionale (23,18%) sia della media nazionale (22,21%).
Il saldo annuale tra nuove iscrizioni e cancellazioni non d’ufficio mostra un segno positivo di +67 imprese. Soffrono i settori commercio (-145) e ristorazione (-39), in crescita il comparto costruzioni (+14) trainato dagli effetti positivi dei bonus fiscali.
“Siamo di fronte ad un dato comunque positivo perché registriamo 67 imprese femminili in più rispetto allo scorso anno ed i settori in sofferenza corrispondono al dato nazionale” – ha affermato Daniela Eronia presidente del Comitato Imprenditoria Femminile -. Crescono le imprese a maggior contenuto di conoscenza compensando il dato purtroppo negativo registrato nella ristorazione, nelle attività di alloggio e manifatturiere.
Il dato su cui è opportuno riflettere è che l’imprenditoria femminile non si è arresa, nonostante le difficoltà post pandemia. L’impegno della CCIAA nel riconoscimento di una specifica premialità alle imprese femminili nei bandi pubblicati a supporto del tessuto economico locale, nel 2022 pari al 15%, ha avuto poi un impatto positivo. Nel triennio i numeri delle imprese femminili partecipanti sono stati in costante crescita e nel 2022 ha partecipato circa il 15%”.
“Continueremo nel nostro impegno in favore delle imprese femminili, – ha affermato il presidente Damiano Gelsomino – perché riteniamo che sia importante, per il nostro sviluppo economico, la partecipazione delle donne che intendono mettere a frutto le proprie competenze ed anche a disposizione del territorio e del sistema produttivo i loro i talenti impegnandosi in settori finora a prevalenza maschile. Se alcune attività come il commercio, la ristorazione e la manifattura sono in sofferenza non dobbiamo scoraggiarci ma impegnarci a fare di più. Allo stesso tempo, però, dovremo incentivare l’innovazione e sostenere i nuovi settori sui quali le donne intendono investire”.
