“Una mafia autoctona… frammentata, costituita da tanti clan”. Lo ha detto il Procuratore generale della Corte di Appello di Bari, Annamaria Tosto, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 202260 e con riferimento alla criminalità organizzata nella provincia di Barletta-Andria-Trani. Parole riprese oggi dalla Dia nella consueta relazione semestrale, periodo analizzato i primi sei mesi del 2022.
“Le evidenze investigative e d’analisi del semestre hanno sottolineato come alcune frange della locale mafia autoctona sembrerebbero orientarsi anche verso modelli delinquenziali più evoluti, finalizzati all’infiltrazione nell’economia legale – riporta la Dia nel lungo focus sulle mafie italiane – senza rinunciare a forme di intimidazione violenta contro rappresentanti della pubblica amministrazione”.
A parere degli investigatori, “la siffatta azione dei clan potrebbe rappresentare un serio pericolo per il tessuto economico della provincia se rapportato alle vulnerabilità sistemiche del territorio già gravemente fiaccato dalla perdurante crisi economica generata anche dall’emergenza sanitaria. Le attività economiche nel settore sia del turismo e della ristorazione, prevalenti lungo la litoranea Margherita di Savoia-Barletta-Trani-Bisceglie, sia del comparto agricolo nell’entroterra provinciale potrebbero costituire oggetto di interesse della locale criminalità organizzata”.
Trinitapoli, scioglimento del Comune e faida tra clan
A riguardo la Dia ricorda “lo scioglimento del Consiglio comunale di Trinitapoli, disposto con Decreto del Presidente della Repubblica del 5 aprile 2022”, provvedimento visto come “la risposta più efficace delle Istituzioni contro ogni tentativo di commistione tra business criminali e deviati interessi politico-amministrativi”. Su Trinitapoli si legge che sarebbe “emerso come la pressione intimidatoria esercitata dalla criminalità organizzata abbia inibito la regolare attività amministrativa e investito anche la tecnostruttura del Comune che sarebbe talvolta risultata disponibile a comportamenti omissivi o contra legem”.
Poi si passa ai clan che ormai da anni risultano egemonici nella Bat: “Nel contesto territoriale del Comune di Trinitapoli si è anche sviluppata la sanguinosa faida tra i sodalizi De Rosa-Miccoli-Buonarota e Carbone-Gallone, quest’ultimi ‘vicini’ alla batteria foggiana dei Moretti-Pellegrino-Lanza. L’operatività del primo clan ha motivato il sequestro eseguito dalla Dia il 25 marzo 2022 a carico di un elemento di spicco ‘connotato da pericolosità sociale in relazione al suo coinvolgimento in articolate indagini che avrebbero disvelato l’esistenza di un sodalizio criminale dedito al traffico ed alla commercializzazione di droga sulle piazze di Trinitapoli'”.
A Barletta clan ridimensionato
Riguardo a Barletta, la Dia ricorda “l’efficacia azione repressiva sviluppata negli anni dalle Forze di Polizia e dalla Magistratura” che “avrebbe ridimensionato il clan Cannito-Lattanzio. Non emergerebbero, allo stato, segnali di ripresa riferibili alle rilevanti attività criminali”.
Gli andriesi e i rapporti con Cerignola
Nello scenario criminale andriese continuerebbe a registrarsi la presenza di elementi di spicco dell’ex clan Pastore-Campanale e l’attività del sodalizio Pistillo-Pesce, contiguo agli Strisciuglio di Bari. La criminalità locale sembrerebbe in rapporti anche con la malavita cerignolana, per quanto concerne la commissione di reati predatori, nonché con quella garganica relativamente agli stupefacenti. Non si segnala, allo stato, l’operatività del gruppo Griner-Capogna e del clan Lapenna. Nel mese di febbraio 2022 sono state eseguite due misure di prevenzione patrimoniale a carico di due pregiudicati andriesi coinvolti in importanti operazioni di polizia giudiziaria tra cui l’indagine ‘Via Trani’ del 2015 che aveva consentito di disarticolare un sodalizio attivo nel Comune di Andria e dedito ad una ramificata e consolidata attività di spaccio di sostanze stupefacenti”.
Sempre con riferimento al contesto territoriale di Andria e Minervino Murge, la Dia rileva “la confisca, per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro, eseguita nei confronti di un pluripregiudicato andriese il quale, attinto da ordinanza di custodia cautelare in carcere nel giugno del 2017 nell’ambito dell’operazione ‘Odissea Bancomat’, era dedito principalmente a furti e rapine di ingentissimo valore consumate anche in nord Italia. Il provvedimento ha consolidato in forma pressoché speculare il sequestro operato nei confronti del medesimo nell’ottobre del 2019, scaturito dalla proposta di applicazione della misura di prevenzione formulata dalla Dia il 2 aprile 2019”.
Si rivedono gli Annacondia
A Trani, le numerose operazioni di polizia degli ultimi anni hanno inferto duri colpi alla locale criminalità organizzata colpendo soprattutto i sodalizi Corda-Lomolino e Colangelo “che sembrerebbero ormai disarticolati”, evidenzia la Dia.
“Nel semestre di riferimento la strategia di contrasto ai fenomeni criminali associativi nella città tranese ha portato l’11 maggio 2022 all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di 13 indagati, ritenuti responsabili di estorsione, continuata e aggravata dall’uso di armi, nonché di trasferimento fraudolento di beni e valori. L’indagine condotta dai carabinieri ha evidenziato l’operatività latente dello storico clan Annacondia e l’ormai conclamata presenza nel territorio del gruppo Fiore-Risoli, compagine satellite del clan Parisi di Bari. Nell’ambito delle investigazioni, inoltre, sono stati raccolti elementi anche in ordine all’intestazione fittizia, ex art.512bis c.p., di alcune attività commerciali ed imprenditoriali riconducibili agli indagati ma formalmente intestate a prestanome e/o loro familiari, colpiti da un provvedimento di sequestro preventivo eseguito a carico di tre pregiudicati. Nel medesimo territorio rimane alta l’attenzione degli investigatori verso gli interessi criminali, anche di tipo imprenditoriale, evidenziati da taluni esponenti della criminalità andriese e, in particolare, del clan ex Pastore-Campanale”.
I proventi illeciti dei Visaggio a San Ferdinando di Puglia
“Nel Comune di San Ferdinando di Puglia, l’8 giugno 2022 la Guardia di finanza ha concluso un’operazione nei confronti del sodalizio Visaggio che ha messo in luce numerose manovre di riorganizzazione societaria finalizzate a ripartire asset immobiliari di alcune imprese. Gli esiti delle investigazioni, basandosi sull’analisi della documentazione finanziario-contabile di alcune società, hanno documentato come molti conferimenti di rami d’azienda sarebbero stati adottati al solo scopo di dissimulare la vendita di beni aziendali e sottrarre illecitamente all’erario Iva e imposte dirette. Gli amministratori delle società avrebbero, poi, esposto consapevolmente nei bilanci, nelle relazioni e nelle comunicazioni periodiche sociali, fatti non rispondenti al vero in relazione alla situazione economica e patrimoniale. I proventi illeciti sarebbero stati successivamente dirottati sui conti correnti personali dell’esponente di vertice del citato clan e di alcuni suoi familiari; nel senso è stato disposto anche il sequestro preventivodiretto e/o per equivalente – ex art. 321 c.p.p. – e il sequestro preventivo per sproporzione – ex art. 321 c.p.p. in relazione all’art. 240 bis c.p. – per un totale di circa 2 milioni e mezzo di euro. Al pari della delinquenza foggiana e barese, quella della provincia Bat è connotata da una spiccata professionalità nella pianificazione delle azioni criminali e nella gestione delle proprie risorse illecite, nonché da un’apprezzabile propensione alla mobilità nel territorio regionale e nazionale”.
La Dia ricorda che “anche nel semestre in esame, si registrano reati predatori tra cui spiccano le rapine ai furgoni portavalori ed ai tir, oggetto di particolare attenzione investigativa da parte delle forze di polizia anche per le violente modalità operative spesso adottate con l’uso di armi lunghe da guerra ed esplosivi ad alto potenziale”.
L’asse della droga
“Per quanto concerne il settore illecito degli stupefacenti si segnalano gli esiti investigativi dell’indagine ‘Zemra’ conclusa dalla Dia l’8 giugno 2022 e parte del più ampio progetto investigativo posto in essere per il contrasto al traffico internazionale di sostanze stupefacenti dall’Albania alla Puglia. Le indagini, che evidenziano ancora una volta la sinergia tra la criminalità della Bat e quelle delle province limitrofe cerignolana e barese, hanno ‘consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico di diversi soggetti, sia di nazionalità italiana capaci di trasferire ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti sull’asse Cerignola-Bisceglie-Bari-Oria sia di nazionalità albanese i quali, a seguito dell’attività repressiva a mare effettuata nell’ambito delle operazioni Shefi e Kulmi, avevano trasferito la produzione dello stupefacente dall’Albania a Modugno (BA) ove realizzarono una piantagione coltivata in serre, composta da oltre 10.000 piante di marijuana per un peso di circa una tonnellata sottoposta a sequestro dalla polizia giudiziaria'”.
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