La Polizia di Stato ha dato esecuzione all’ordine per la carcerazione, emesso lo scorso 20 aprile dalla Procura della Repubblica presso la Corte di Appello di Bari, nei confronti del consigliere comunale Massimo Laccetti e del dirigente ai lavori pubblici Fernando Biagini presso il Comune di Foggia in carica nell’anno 2014, condannati, rispettivamente a quattro anni e otto mesi e cinque anni di reclusione, per i reati di concussione, tentata concussione e induzione indebita a dare o promettere denaro, in concorso.
“La vicenda – si legge in una nota stampa divulgata dalla Questura di Foggia – riguarda gli eventi avvenuti presso il Comune di Foggia, negli anni 2013/14, quando il personale della squadra mobile della Questura di Foggia, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, aveva indagato su alcuni casi di concussione e tentata concussione perpetrati dall’allora consigliere comunale indipendente, dall’allora dirigente ai Lavori Pubblici e un imprenditore locale, (Adriano Bruno, ndr) assolto con formula piena. Al termine dell’iter giudiziario, conclusosi con la dichiarazione di inammissibilità dei ricorsi proposti dal consigliere e dal dirigente, la suprema Corte di Cassazione ha confermato le condanne inflitte nel giudizio d’Appello”.
Infine, la questura fa sapere che “il personale della mobile di Foggia e dell’omonimo Ufficio della Questura di Pescara, al termine della redazione degli atti di rito, ha associato i condannati presso le Case Circondariali competenti per territorio per l’espiazione della pena inflitta”. (In foto, Biagini e Laccetti; sullo sfondo, il palazzo Zammarano)
