Chiesti 110 anni e 6 mesi di carcere nel processo “Goldfinger” a carico di 20 persone tra foggiani, romani, torinesi e marchigiani, accusati di numerosi reati. Su tutti spicca il furto di 15 milioni al Banco di Napoli (oggi Intesa San Paolo) di piazza Puglia a Foggia, un colpo alla “Ocean’s Eleven” messo a segno nel lontano marzo 2012.
La pena più alta, 14 anni, è stata invocata dalla procura – come riporta gazzetta del mezzogiorno – per Olinto Bonalumi, 63 anni (in foto), il “Lupin” foggiano, già autore di altri reati simili, ritenuto la mente del colpo. L’uomo, però, è latitante da gennaio 2021 e deve scontare un cumulo pene di 13 anni, 4 mesi e 11 giorni per un furto milionario risalente al 2009, sempre a Foggia e per altre vicende piuttosto datate.
Il gruppo criminale è accusato di ben 19 imputazioni: associazione a delinquere, furto e tentato furto al Banco di Napoli, tentato furto al caveau “Sarni Oro” del centro commerciale “Mongolfiera”, riciclaggio, ricettazione, favoreggiamento, calunnia, violazione privacy e altri reati minori.
Ecco l’elenco completo delle persone coinvolte e le richieste di condanna: Federico De Matteis di Foggia (7 anni); Stefano Virgili di Roma (13 anni); Vincenzo Facchini sempre di Roma (12 anni e 6 mesi); Franco Papa anche lui di Roma (12 anni e 7 mesi); Paolo Izzi di Roma (12 anni); Domenico Di Sapio, foggiano, guardia giurata (6 anni); Gennaro Rendine di Foggia, guardia giurata (6 anni); Ruggiero Racano di Foggia (5 anni e 3 mesi); Vincenza D’Alessandro cerignolana residente a Foggia, responsabile per la Capitanata del gruppo “Sarni Oro”, prescrizione per tentato furto nelle gioiellerie; Gianluca Contini, prescrizione per tentato furto nelle gioiellerie; Antonio Caputo, cerignolano residente a Foggia (6 anni e 9 mesi); Venturo Ricchiuti di Foggia (4 anni e 2 mesi); Patrizia Di Biase di Foggia, moglie di Bonalumi (4 anni e 3 mesi); Corrado Folchino di Foggia (5 anni); Fabrizio Di Stefano, sanseverese residente a Foggia, marito della D’Alessandro, prescrizione per favoreggiamento; Pasquale Amicarelli di Foggia, 3 anni per calunnia; Stefano Armellini di Torino, responsabile centro telefonia, prescrizione per violazione della privacy, assolto dall’accusa di aver formato falsi contratti di attivazione di utenze telefoniche perché non è più previsto dalla legge come reato; Paolo Natali di Ascoli Piceno, responsabile centro telefonia, prescrizione per violazione della privacy, assolto per falsi contratti attivazione utenze telefoniche; Leonardo Cericola di Foggia, titolare impresa di telefonia, prescrizione per violazione privacy.
