Indagini serrate per ricostruire l’agguato mafioso del 20 maggio scorso in viale Kennedy a Foggia. Dda di Bari e squadra mobile sono a caccia di killer e mandanti dell’omicidio di Salvatore Prencipe, 59enne boss del clan Trisciuoglio-Prencipe-Tolonese alias “Piede veloce”. Riflettori puntati sulle testimonianze raccolte e, soprattutto, sui video della sorveglianza.
Al momento è emerso che Prencipe si trovava nella sua Mercedes sotto la propria abitazione al rione Cep dove viveva con la madre. Il boss, che era solito uscire spesso la sera, stava aspettando un parente quando un killer a volto coperto si è avvinato al veicolo e ha esploso due fucilate, una ha colpito la vittima al torace, l’altra in pieno volto. Un’esecuzione come se ne sono viste tante in provincia di Foggia, soprattutto sul Gargano, possibile terra di origine del sicario. Dopo l’omicidio, l’assassino è salito su una Fiat Grande Punto guidata da un complice e si è dileguato. L’auto è stata ritrovata bruciata poco più tardi vicino al cimitero cittadino.
Scenari
La morte di Prencipe si incasella nell’escalation criminale degli ultimi mesi? Probabile. Il suo clan sembrava in ascesa per via della detenzione dei boss rivali, ma anche alla luce della recente scarcerazione di Raffaele Tolonese detto “Rafanill”, altro nome storico della “Società Foggiana” e dello stato di libertà di alcuni parenti stretti del capomafia Federico Trisciuoglio, morto pochi mesi fa dopo una lunga malattia. Di questo clan faceva parte anche il fruttivendolo Agostino Corvino, nipote di Tolonese, ucciso il 3 novembre 2022 mentre festeggiava il compleanno.
L’assassinio di Prencipe ha chiuso un cerchio o è stato organizzato per proibire al boss di rientrare nel giro criminale? L’uomo, infatti, dopo la scarcerazione del 2015 era sparito dai radar, mai più coinvolto in blitz antimafia.
Prencipe è stato un nome di peso nel panorama mafioso foggiano. Venne coinvolto e condannato per associazione mafiosa negli anni ’90 per il maxi processo “Panunzio”, quello che sancì l’esistenza della mafia nel capoluogo dauno. Agli inizi del 2000 fu arrestato anche in “Double Edge” e “Poseidon” per cui si beccò oltre 13 anni per traffico di droga e tentata estorsione.
Prencipe era un “santista”, quarto dei sette gradi della camorra, un “uomo d’onore”, rispettato e temuto negli ambienti malavitosi della città, protagonista di alcune delle guerre di mafia più cruente. Il boss venne anche indagato ma prosciolto per la morte di Antonio Parisi nell’ottobre ’93 ed assolto per la lupara bianca di Pinuccio Laviano, svanito nel nulla alla fine degli anni ’80, quando la “Società Foggiana” spazzò via i riferimenti cittadini della Sacra corona unita. Il corpo di Laviano non è mai stato ritrovato.
Seguici anche su Instagram – Clicca qui
