Ventiquattro anni dalla morte di Francesco Marcone. Il 31 marzo 1995, il direttore dell’ufficio del registro fu ucciso senza pietà da killer rimasti ignoti. Fece in tempo a salire pochi gradini, all’interno del portone di via Figliolia 17 – una traversa di corso Roma -, quando una persona lo colse alle spalle sparando due revolverate alla nuca. Un omicidio brutale che ha sconvolto per sempre la vita dei figli Daniela e Paolo che da anni lottano per la verità sotto la bandiera di Libera, associazione nata per combattere le mafie.
I responsabili dell’agguato non sono mai stati assicurati alla giustizia. Il movente è rimasto ignoto. Marcone, pochi giorni prima dell’omicidio, denunciò alcuni soprusi avvertendo gli addetti ai lavori di non dar retta a chi, spacciandosi per intermediari del Registro, prometteva favori per il disbrigo delle pratiche. “L’ufficio non si avvale di figure intermediarie ma provvede alle comunicazioni ed alle notifiche direttamente ai soggetti interessati” aveva scritto Marcone e la sua denuncia fu anche riportata dalla Gazzetta.
Domani, intanto, proprio a Foggia sarà costituito il presidio cittadino di Libera (dedicato a Marcone e all’imprenditore Ciuffreda, anche lui assassinato dalla mafia) alla presenza di Daniela Marcone, che nel frattempo è diventata vicepresidente nazionale dell’associazione e del leader don Luigi Ciotti. Per essere ancora più presenti nel territorio e non dimenticare mai Francesco Marcone e tutte le altre vittime innocenti delle mafie.
