“Il fatto non sussiste”. La Corte d’Assise di Foggia ha assolto con formula piena i cognati Matteo Clemente, gioielliere di Manfredonia e Francesco Pio Riganti, all’epoca dei fatti operaio presso la Dopla S.p.A.. Entrambi gli imputati, difesi dall’avvocato Ettore Censano, nel novembre 2016 furono accusati di estorsione in concorso (anche minaccia aggravata per Clemente), per presunte minacce ai danni dei fratelli Saverio e Giuseppe Baldassarre. Inoltre, l’accusa, in merito ai fatti, sostenne che Clemente abbia preteso, sotto minaccia, l’assunzione del cognato presso il 118 di Mattinata dove i fratelli Baldassarre lavoravano.
“Prendendo spunto da un vecchio detto: ‘il tempo è galantuomo’ – dice oggi Riganti -, è emerso che le accuse erano senza un briciolo di prova, perciò la Corte d’Assise di Foggia, ha rigettato le accuse dei fratelli Baldassarre con formula piena. È un giorno importante per me e mio cognato – aggiunge -, anche per i nostri cari, per circa due anni abbiamo vissuto giornate nere, sapendo che eravamo estranei alle accuse, senza contare gli occhi e gli sguardi della gente che, avendo letto gli articoli di giornali, non esitavano nel chiacchiericcio. Al sottoscritto che lavorava a tempo determinato, quindi in prova, presso l’azienda Dopla SpA, non venne rinnovato il contratto per via dell’occorso. Finalmente – conclude – si è fatta luce dopo anni di questa assurda vicenda anche se la nostra assoluzione non ci restituirà la serenità persa in questo arco di tempo”.
