Massimo Curci, ex patron del Foggia Calcio, tirato in ballo in un’inchiesta della DDA di Milano. Stamattina sul Corriere della Sera un titolo piuttosto eloquente: “L’ex patron del Foggia Calcio regista di coop opache”. L’inchiesta – si legge sul quotidiano nazionale – mostra i sorprendenti punti di contatto tra ambienti lontanissimi tra loro, quali il commercialista pugliese che ha portato di nuovo in Serie B dopo 19 anni la squadra di calcio del Foggia, alcune cooperative lombarde in fuga dai propri debiti tributari, e personaggi arrestati per i loro ritenuti rapporti con il clan catanese Laudani nell’inchiesta che lo scorso 8 maggio portò anche all’amministrazione giudiziaria di filiali dei supermercati Lidl e al commissariamento delle società di vigilanza privata del Tribunale di Milano.
Si fa riferimento a una norma pensata per non strozzare gli imprenditori seri: se hanno crediti con il Fisco – si legge sul Corsera -, possono metterli in compensazione con i debiti fiscali, invece di dover pagare questi in attesa di incassare quelli. Ma il pm Paolo Storari, coltivando in un filone collaterale il ruolo del professionista Alfonso Parlagreco nel mettere in contatto alcuni degli arrestati dell’8 maggio (Alecci, Politi e Micelotta) con l’intermediario Alfonso Saracino, porta a galla una rodata struttura che stravolge quella norma in un servizio “chiavi in mano” basato sul trasferimento delle società in Puglia; sul subentro di amministratori di comodo disposti ad assumersi (a pagamento) il rischio penale del fallimento di cooperative chiuse dopo non più di un anno di attività senza pagare tasse e contributi; sulla realizzazione di illecite compensazioni tributarie tra veri debiti Iva e Inps e invece fittizi crediti, agganciati a due codici-tributo sfuggenti a eventuali controlli; e infine sul conseguimento del Durc, Documento unico di regolarità contributiva. La sorpresa è che, secondo intercettazioni e verifiche contabili, questo sarebbe avvenuto “sotto l’attenta regia di un commercialista pugliese identificato in Massimo Curci”. Cioè nell’ora indagato editore di tv locali che in maggio ha lasciato la vicepresidenza e ceduto il 50% del Foggia Calcio dopo averlo portato dalla Lega Pro alla B a 19 anni dall’ultima volta. E che ora dal gip Giulio Fanales subisce un sequestro preventivo di “325.000 euro costituenti pacificamente, sulla scorta delle stesse parole degli indagati, il profitto del reato”.
Curci, contattato stamattina da l’Immediato, ha smentito tutto: “Altri hanno fatto il nome mio ma ringraziando il Signore non ho subito nessun sequestro. Non sono mai stato il commercialista di queste cooperative e mai mi sono occupato delle loro contabilità. Il 10 maggio scorso mi ha contattato la Guardia di Finanza per chiedermi alcune informazioni. Tutto qui. Una persona che stava a Milano ha fatto il nome mio, indicandomi come persona che poteva dare una mano a queste cooperative ma io non conosco proprio nessuno di questi personaggi. So solo che purtroppo c’è tanta gente cattiva. Ho già denunciato questo soggetto agli organi competenti. Provvederò anche a querelare il Corriere della Sera“.

