Pochi ambientalisti, capitanati da Gabriella Miccolis e l’avvocato consumerista Giuseppe Potenza, per la protesta pacifica contro l’abbattimento degli alberi di via Napoli a Foggia, e quelle che sono state chiamate “tutte le barbariche potature e capitozzature dei poveri alberi della nostra città”. Poco più di 30 persone davanti al piazzale della Chiesa del Santissimo Salvatore.
Pini o asfalto divelto? Alberi o cadute di anziani e gomme forate, se non proprio incidenti mortali? Il dilemma è noto.
Nessun residente di via Napoli e nessun ambientalista social si è presentato sul “luogo del delitto”. Gli attivisti erano consapevoli della scarsa mobilitazione. La salvaguardia del verde si fa solo a parole.
“101 alberi non si tagliano neanche in Amazzonia!” È stata l’esclamazione di Potenza. “Va fatta una analisi costi e benefici. Quanto mi costa la manutenzione della strada? Qual è il costo che subisce la collettività nel perdere tanti alberi? Dobbiamo preservare la natura e la sicurezza stradale. Sui Monti Dauni su un cantiere davanti ad un albero secolare, sospendemmo i lavori per 3 mesi fino a quando non convincemmo la ditta a deviare il percorso”, è stato l’appunto del candidato sindaco, Pippo Cavaliere intervenuto in mattinata.
Gabriella De Miccolis. “Foggia più Verde aveva proposto un abbattimento selettivo. Abbiamo chiesto la documentazione albero per albero. Dalla perizia del fitopatologo Fede si evince che non ha rilevato casi di malattia. Siamo i primi a dire che i marciapiedi non sono perfetti, ma non possono abbattere anche gli altri, ci opporremo”.
