La commissione parlamentare antimafia torna in Puglia: prima una tappa Taranto, poi a Foggia, giovedì e venerdì. Previsti incontri con prefetto, vertici delle forze dell’ordine locali, magistrati, associazioni di categoria di imprenditori e associazioni antiracket. “Sarà una tre giorni tutta pugliese – ha detto il senatore del M5S, Marco Pellegrini –. Oltre ad ascoltare le istituzioni ho chiesto che si ascoltino i corpi intermedi, ovvero i vertici di Confindustria, Confartigianato, associazioni datoriali e quelle antiracket, e gli ordini professionali. Raccoglieremo le loro istanze e visiteremo anche i beni confiscati alla mafia su Cerignola. Vogliamo sconfiggere il fenomeno mafioso con azioni concrete”.
È l’undicesima volta, dal 1986, che la commissione pone l’attenzione su Foggia. Già lo scorso 8 febbraio, infatti, il presidente della commissione, senatore Nicola Morra, presiedette un vertice in prefettura dopo l’escalation di intimidazioni avvenute nel mese di gennaio ai danni di imprenditori e commercianti foggiani con una serie di attentati dinamitardi e incendiari. In quella occasione, Morra si soffermò anche sullo scioglimento per mafia dei comuni, analizzando le vicende relative a Manfredonia e Cerignola dove sono presenti le Commissioni d’accesso agli atti. Al riguardo, dichiarò: “Il vero problema è che noi sciogliamo il personale politico, il ceto politico, ma ci dimentichiamo che il Comune significa anche uffici e tecnostruttura. Il vero problema, per esempio, è che noi ci dimentichiamo le funzioni dirigenziali e magari l’infiltrazione potrebbe essere proprio nei quadri della struttura burocratica. Il vero dramma – concluse – sono gli scioglimenti reiterati. Ci sono comuni in Italia dove non si trova una via d’uscita e non si riesce ad andare ad elezioni”.
