C’è anche un foggiano nella lunga lista di querelati dalla ex del Grande Fratello Daniela Martani, la quale ha chiesto un maxi risarcimento da 596 mila euro a causa di una sfilza di insulti apparsi tra i commenti sul proprio profilo facebook in seguito alla pubblicazione di un controverso post sul terremoto di Amatrice dell’anno scorso.
Il 24 agosto 2016, difatti, quando il sisma ha sventrato il centro Italia, la Martani – balzata agli onori delle cronache come la pasionaria di Alitalia prima di essere immortalata dall’occhio del GF9 – fu oggetto di una veemente polemica per una macabra considerazione social: “Ma è stata inventata ad Amatrice la famosa amatriciana?”, si chiedeva su Facebook, e davanti alla risposta affermativa replicò: “E vabbè, ma allora è karma”, alludendo alla sua inclinazione vegan. A pochi minuti dalla pubblicazione di quelle poche righe, il suo profilo fu inondato da insulti accompagnati dallo sdegno degli internauti per una tragedia che ha toccato – e non poco- le coscienze della gente.
La sua difesa, a caso scoppiato, fu affidata a Libero: “Non l’ho scritto io, sono vittima di un linciaggio. (…) Io ho denunciato alla polizia postale chi ha scritto quel post. Le responsabilità si vedranno. Diversi miei account sono stati inquinati. Non so cosa sia successo davvero quel giorno. Non posso fornire elementi sulla denuncia: appena fanno luce li darò”. Ma quella al presunto hacker non è stata l’unica denuncia presentata alle autorità competenti.
Infatti, nei giorni scorsi, sono fioccate querele anche a chi, preso dalla foga, ha commentato in malo modo quelle frasi apparse nel giorno della tragedia a firma della “nazivegan” Martani. A farne le spese anche un trentenne di Foggia, che la accusò con frasi irripetibili. Insieme al suo, altri 20 commenti – perfino minacce di morte, ha spiegato l’ex gieffina- di persone provenienti da Bari, Brescia, Roma, Verona, Foligno, Viareggio, Rieti, Imola e Vigevano.
Ai querelati la Martani ha chiesto 28mila euro a testa, per un totale di 596 mila euro di risarcimento. La tesi è che a causa di quelle parole forti e scomposte sarebbe stata compromessa la sua carriera da showgirl. A Repubblica, il suo avvocato Carlo Prisco ha spiegato che “l’assistita ha patito un danno patrimoniale derivato dall’impossibilità di lavorare come in effetti faceva, ciò senza tacere gli incarichi televisivi non venuti a maturazione per il semplice crollo della sua popolarità”.
