«Scopri il tuo quartiere – Conosci i tuoi vicini, condividi con loro informazioni e esperienze». Toctocdoor apre le porte alla propria città, Foggia dopo aver cominciato l’attività di lancio nella lontana Torino, città in cui la piattaforma è attiva già da qualche mese con un buon livello di coinvolgimento di utenti e associazioni. Una sfida importante per le finalità di impatto sociale condivise con il Centro Servizi per il Volontariato di Foggia e con l’associazione Amici del Parco.
Il social network del vicinato permette di dialogare online con i vicini per sapere tutto ciò che accade nel quartiere e rendere migliore la vita nel mondo reale. Diversi i motivi per iscriversi secondo la co-founder Viviana Tiso ed entrare nella community: quando e dove si terrà il prossimo evento, trovare una baby-sitter di fiducia, condividere esperienze, dare e ricevere informazioni, ottenere notizie di pubblica utilità e sicurezza, pianificare un’uscita in bicicletta, scoprire chi ha la tua stessa passione per gli animali, chi sa tutto di cinema e chi ambisce a costruire una rock band.
“La tecnologia ci ha permesso di viaggiare, imparare, conoscere, scoprire. Tutto in pochi clic – ha spiegato Viviana Tiso -. Un vantaggio per un verso, ma che alla lunga ha forse impoverito la nostra capacità di relazionarci a chi ci è più vicino. Con Toctocdoor riportiamo lo sguardo a pochi metri da noi, alle nostre case, alle persone che ci abitano accanto, al nostro quartiere. Una comunità è di certo più forte se conserva e rinnova nel tempo la propria identità, che è fatta di tanti piccoli ma importanti gesti quotidiani. Potersi scambiare informazioni e consigli, avvisarsi reciprocamente dei pericoli come delle possibilità, condividere le passioni e le battaglie. Una comunità che si senta tale procederà unita nel tempo con l’obiettivo di aumentare il proprio benessere e la propria felicità”.
Ogni utente deve contribuire in buona fede, praticando la moderazione e senza prepotenza nelle conversazioni. I messaggi che contengano discriminazioni (per razza, religione, orientamento sessuale o altro) sono espressamente proibiti. “Lo scopo resta quello di sensibilizzare la comunità dell’intero quartiere perchè il benessere del singolo diventi il benessere della collettività. Torino non conosce di certo tensione sociale – ha rivelato -. Lo spazio deve essere il più inclusivo possibile, attraverso l’utilizzo di hashtag. Dopo l’iscrizione ogni utente deve scrivere una piccola presentazione usando il vero nome e non alias, pseudonimi o abbreviazioni, e allegare foto e tutte le informazioni che riguardano il singolo individuo”.

