Primo della Lega, dopo il campionissimo Massimiliano Di Fonso, Alfo Fiore è molto soddisfatto del suo risultato. “Sono l’unico sopravvissuto, l’unico consigliere entrato per primo nella Lega e rieletto in questa tornata elettorale, per me è motivo di orgoglio, significa che mi è stato riconosciuto uno spirito leghista dai cittadini, nelle tante divisioni di questi mesi. È stata una campagna elettorale dura, gli amici e i miei supporter mi hanno permesso di avere un grande successo. 880 voti sono tantissimi”, spiega a l’Immediato.
Fiore non è entrato nella diatriba dei due candidati eletti al Parlamento Europeo Massimo Casanova-Andrea Caroppo, è rimasto equidistante e ha lavorato per il suo risultato al Comune di Foggia, superando dei presunti “mostri sacri” come Raimondo Ursitti e Paolino La Torre, che adesso dovranno impegnarsi non poco per tentare di essere ripescati col premio di maggioranza, con la vittoria di Landella. Crede che qualcuno possa astenersi al ballottaggio? “A che pro? Dobbiamo vincere con Franco Landella se vogliamo un governo in cui la Lega possa incidere”.
Dopo di lui e Salvatore de Martino ci sono le sorprese al femminile di Iadarola e Soragnese, gli uomini di peso scatterebbero solo con una nomina assessorile, che Fiore esclude. “Ci sono brutti precedenti – sorride -, non so quanti vogliano andare a fare l’assessore, il rischio è sempre alto”. Il ricordo è ovviamente a Mimmo Verile e ai vari defenestrati da Franco Landella.
Si attente l’ufficialità per un ritorno di Matteo Salvini, che potrebbe rigalvanizzare l’elettorato leghista.
