Violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Sono questi i reati contestati a T.A., cittadino del Mali di 26 anni, arrestato ieri dalla Polizia di Stato e denunciato in stato di libertà per i reati di estorsione e atti persecutori nei confronti di una giovane ragazza foggiana.
Gli agenti durante il servizio di pattuglia, mentre percorrevano Via della Repubblica notavano una ragazza che chiedeva aiuto e immediatamente intervenivano per capire cosa fosse accaduto. La ragazza riferiva di essere seguita da un uomo di colore, circostanza che si ripeteva da alcuni giorni. L’uomo, a volte si faceva trovare alla fermata dell’autobus e la seguiva fino al posto di lavoro, altre volte si faceva trovare lungo il marciapiede che lei la mattina percorreva per andare al lavoro.
Quella mattina il ragazzo l’aveva seguita per un lungo tragitto, cosa di cui la stessa si era avveduta e perciò aveva chiesto aiuto ad un passante, il quale con il suo intervento era riuscito a farlo allontanare. Una volta giunta nei pressi del posto di lavoro, la ragazza di sorpresa veniva avvicinata dal malfattore, il quale avvicinandola le diceva: “Se vuoi che ti lascio stare devi darmi i soldi”.
La ragazza nel frangente, presa dalla paura, riusciva a divincolarsi e a scappare, mentre lui continuava a seguirla dall’altra parte della strada. In quel momento la presenza della pattuglia della Polizia di Stato metteva in salvo la ragazza, in quanto il malintenzionato si dileguava. I poliziotti, considerata la grave situazione, si appostavano nella zona dove la ragazza lavorava, finché si vedeva riapparire l’uomo in questione, che la ragazza indicava come l’autore degli atti persecutori. Alla vista della polizia lo straniero si dava alla fuga, iniziava un inseguimento a piedi per i vicoli del centro storico, che si è conclusa quando un agente riusciva a raggiungerlo.
L’accusato è stato fermato, ma ha opposto resistenza in modo violento nel tentativo di fuggire nuovamente, facendosi forza della sua notevole corporatura, tanto da provocare lievi lesioni agli operanti intervenuti. Alla luce dei fatti narrati al termine delle formalità di rito l’uomo veniva tratto in arresto e associato presso la locale Casa Circondariale di Foggia a disposizione della locale Procura della Repubblica.
