“Francesco era un giovane uomo che aveva a cuore i problemi principali del nostro Paese e dell’Europa, era dotato di un acume intellettuale non comune accompagnato dall’entusiasmo e dall’ottimismo di cui il nostro Paese ha molto bisogno. Era capace di unire passione umana alla serietà intellettuale, consapevole della fatica di cui questa necessita, senza cedere mai tuttavia alla seriosità di maniera. Francesco Ginese è stato uno degli studenti migliori e ha dato un contributo importante durante i suoi anni di studio alla vita della Luiss – scrive in una lettera il relatore della sua tesi di Laurea, Marco Simoni -. I suoi compagni di corso e i suoi professori sentiranno certamente, come me, la sua mancanza. Mi stringo a voi nella condivisione del più profondo e insopportabile dei dolori. Il Paese ha perso uno dei suoi figli migliori. Uno studente eccellente, sono sconvolto da quanto è successo. Con garbo e intelligenza mi propose una serie di argomenti all’intersezione dei principali problemi di politica economica del Paese. Alla fine decise di affrontare il tema dell’immigrazione, che gli stava particolarmente a cuore e di cui aveva una conoscenza più personale – per contatto diretto dell’esperienza in Puglia – che teorica. Scrisse una tesi bellissima e audace ‘L’immigrazione in un’Italia che invecchia. L’impatto del fenomeno sul sistema pensionistico’. Un testo agile e profondo nel quale Francesco offriva conclusioni convincenti ed equilibrate. Il valore accademico della sua tesi fu chiaro alla commissione che lo riconobbe con la meritatissima lode (lo scorso 29 novembre). La sua tesi offre non solo spunti di riflessione, ma vere tracce per politiche pubbliche che rimarranno attuali per molti anni”.
