
La sicurezza del quartiere ferrovia di Foggia è da tempo un argomento sentitissimo in città. Oggi pomeriggio assemblea affollata nella sala rosa del Palazzetto dell’Arte, organizzata dall’associazione “Amici del Viale”. Molti gli sfoghi raccolti, tanta anche la tensione. Nel mirino soprattutto l’amministrazione comunale, assente all’evento. Per la politica si sono visti i consiglieri Mainiero e Marasco che hanno anche parlato al pubblico affrontando tutte le proposte da mettere in atto contro il degrado della zona, un tempo salotto buono della città. Ma al centro dell’attenzione c’erano soprattutto residenti e commercianti del quartiere. Ottavio D’Ambrosio, titolare di un ristorante da oltre 50 anni, ha detto: “Un piano del commercio non è mai stato attuato. I proprietari delle attività non possono chiudere quando vogliono. Servono le ordinanze ma poi occorrono anche controlli successivi. In passato le ordinanze anti bivacco e alcolici non hanno prodotto i risultati sperati. Ogni volta ci tocca cacciare in malo modo coloro che sostano davanti a ristoranti e negozi”.
Pietro, giovane segretario di “Amici del Viale”: “Ripopolare la zona organizzando eventi può essere un primo passo e su questo versante qualcosa già è stato fatto. Abbiamo chiesto di cambiare i cassonetti dell’immondizia – ha ricordato -. E speriamo possa iniziare al più presto la differenziata puntando a coinvolgere i commercianti stranieri”. Chieste anche più telecamere e maggiore illuminazione.
Un altro residente, Leonardo Zoppo ha evidenziato alcune criticità: “Macchine che occupano spazi pagati e i proprietari non vengono multati. Sostano senza tagliandi e nessuno provvede. I vigili a che servono?” E ancora: “Stranieri giocano a carte per strade gridando all’impazzata. Qualcuno perde tempo davanti a bar che non chiudono mai o se ne stanno davanti ai supermercati a chiacchierare a voce alta”.
Tra gli interventi anche quello di Gustavo Gesualdo che ha proposto di “esternalizzare il servizio di sicurezza. Servono divise e pistole. E occorre affiancare guardie giurate ai vigili così da costituire una sorta di ‘squadra di quartiere'”, riprendendo il progetto del “poliziotto di quartiere”.
Mainiero è invece tornato sul divieto mai applicato di somministrare birre in villa. “Venga adottato regolamento che vieti apertura di centri per slot machine e chiuda quelli esistenti”. Il consigliere comunale ha anche ricordato la proposta, respinta dall’amministrazione, di tassare questo tipo di attività. A tutto questo va ad aggiungersi “il depauperamento del valore strategico del nodo ferroviario”, strettamente collegato al tracollo di tutta la zona.
Marasco, titolare di uno studio in via Isonzo, conosce bene la situazione. “È stato presentato un documento strategico del commercio utile solo per le aree mercatali – ha ricordato -. Del tutto inutile. L’amministrazione avrebbe dovuto istituire un distretto metropolitano del commercio, con una mappatura dei proprietari e dei locali presenti così da stabilire regole certe”. Un documento che secondo Marasco avrebbe potuto stabilire “i criteri di assegnazione delle licenze, soprattutto in un’area a rischio come il quartiere ferrovia”. D’altronde è facile notare la massiccia presenza di attività simili a pochi metri l’una dall’altra, come lavanderie, cambio monete, kebabberie e quant’altro. Marasco ha evidenziato anche un paradosso: “Le telecamere di videosorveglianza non hanno una stazione remota dalla quale controllare le strade”. Altri quesiti irrisolti: “Dove sono i mediatori culturali? E i luoghi di integrazione dove far sostare e incontrare gli stranieri?” L’esasperazione dei residenti è tanta e c’è chi è disposto ad incatenarsi davanti al Comune pur di ottenere, al più presto, risposte e rimedi alla situazione di degrado che versa da tempo in quello che era il “salotto” di Foggia.