Cani avvelenati e uccisi a Vieste. La denuncia arriva dall’Enpa (Ente nazionale protezione animali) dopo gli ultimi episodi avvenuto nella “capitale del Gargano”.
“Siamo state contattate dalle nipoti, attualmente in vacanza, della proprietaria di un terreno che da anni si prodiga per poter salvare tantissimi cani randagi (i cani del sindaco è la definizione corretta). Un cane stava male e le colleghe volontarie si sono recate sul posto constatando che si trattava di avvelenamento. Sono state subito attivate le procedure di richiesta della reperibilità del veterinario Asl ma non c’era nessuno nonostante le reperibilità che per legge dovrebbero esserci h24. Contattati tutti i veterinari privati ma nessuno ha risposto. Allertato un veterinario non del posto che ha accettato solo a condizione di essere pagato dai volontari e non dal Comune, a quanto pare la pubblica amministrazione vuole pagare cifre ridicole e con tempi davvero assurdi. Così ovviamente – continua la denuncia – le colleghe hanno accettato pur di cercare di salvare il cane. Si sono messe in macchina all’una di notte per andare a Rodi Garganico per cercare di salvare almeno uno dei due cani, l’altro sì era nascosto e non essendoci illuminazione a sufficienza non erano riuscite a trovarlo.
La mattina dopo alle 7 sono stati allertati i veterinari per l’altro cane, finalmente recuperato, ma nessuna risposta. Le volontarie hanno cercato di farlo vomitare con l’acqua ossigenata (il veleno è lumachicida). Hanno cercato una farmacia per poter somministrare dell’atropina ma non viene venduta senza ricetta. E i veterinari non rispondevano ancora.
Contattati anche i carabinieri che hanno rimpallato alla polizia municipale. Nel frattempo il cane è morto e, dopo un’ora, il veterinario ha annunciato il decesso anche dell’altro randagio”.
La denuncia dell’Enpa prosegue: “Ecco, questa è la realtà di una cittadina definita “Vieste animal friendly” ma pensate che sia finita? No! C’è stato il problema di collocare le carcasse, almeno per quello della campagna. L’abbiamo caricato in macchina e condotto al canile sanitario, ricavato dal vecchio macello comunale dove ancora oggi, a distanza di 9 anni dalla sua messa in funzione, è carente in molte cose, anche le più strette necessarie.
Ebbene, non c’è un frigo per mettere i corpi dei cani morti in attesa della ditta dello smaltimento che viene una volta a settimana e con questo caldo abbiamo dovuto lasciare a terra nell’area esterna del sanitario il corpo di quel povero cane e così, il corpo già martoriato di Valdo, questo era il suo nome, sì gonfierà e forse i topi riusciranno anche a fare il resto. Tutto questo sembra impossibile ma è successo realmente. Qualcuno, volontariamente e premeditatamente ha preparato una grossa vaschetta con della carne e con il lumachicida, purtroppo la denuncia sarà contro ignoti ma noi pensiamo di sapere chi sia stato”.
Ennesimo episodio pochi giorni dopo
“Pochi giorni dopo, siamo stati allertati ancora una volta”, spiegano dall’Enpa. “Il bastardo ha di nuovo buttato il lumachicida all interno della proprietà, questa volta usando un sacchetto di carta per il pane, fortunatamente i due cani rimasti non lo hanno ingerito. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che ringrazio per tutto il supporto del caso. Sono rimasti con noi fino alle 2:30, quando sono dovuti andarsene per un altro intervento.
Durante il pomeriggio, la persona su cui cadono il 99/100 dei nostri sospetti, sì è fermato con la macchina ed è sceso per guardare all’interno, pensando che non ci fosse nessuno ma poi ha visto una persona ed è immediatamente risalito e se ne è andato.
Abbiamo pensato che nella notte ci avrebbe riprovato e così abbiamo deciso di stare in appostamento e nel caso di prenderlo in flagranza di reato ma non si è fatto vedere. Ora stiamo valutando di portare i cani in canile sanitario in attesa che si presenti una persona di buon cuore che ci dia la possibilità di tenerli in stallo fino ad adozione, sono una femmina di maremmano di 2 o 3 anni circa, molto docile ma un po’ timorosa di chi non conosce ed evita il contatto fino a quando non prende confidenza, e un maschietto meticcio tipo volpoide beige di circa 4 o 5 anni molto socievole e giocherellone, entrambi già sterilizzati. Se ci fosse qualcuno disposto ad ospitarli in un terreno, ovviamente ben recintato, potremmo occuparcene noi come abbiamo sempre fatto. Oppure possiamo fornire cibo e antiparassitari a chi volesse occuparsene fino all’adozione. Per loro sarà un grosso trauma finire chiusi in un box di pochi metri, sono sempre stati liberi. Vi prego aiutateci, il posto non è più sicuro e noi non possiamo essere presenti h24″, concludono nella denuncia.
