Arrestato e condotto in cella Ivan Narciso, 29enne foggiano, nome noto della criminalità locale ed elemento di rilievo del clan Sinesi-Francavilla. Il giovane era ai domiciliari a Campomarino prima della notifica dell’ordine di carcerazione, la cui emissione segue la decisione della Corte di Cassazione che ha confermato l’aggravante della mafiosità sposando la tesi dei pm dalla DDA. Narciso avrebbe agito per agevolare la sua batteria in due tentativi di estorsione: il primo da 100mila euro ai danni del titolare di un’agenzia per il disbrigo di pratiche automobilistiche (AIS Service) per il quale è stata riconosciuta l’aggravante mafiosa; il secondo da 30mila euro a un imprenditore, per il quale la Cassazione ha accolto il ricorso della Procura generale di Bari sulla sussistenza anche in questo caso dell’aggravante della mafiosità, e disposto quindi che si ridetermini la pena in un nuovo processo d‘appello a Bari che sarà celebrato nei prossimi mesi. Proprio l’aver agito con metodo mafioso costa a Narciso il carcere. Perciò, alla luce di una condanna a 7 anni, che stava già scontando, è stato condotto in cella dove rimarrà fino al luglio 2022.
Un testimone riferì ai poliziotti (poi ritrattò) che Narciso gli chiese il contatto del titolare dell’agenzia di pratiche automobilistiche per chiedergli il pizzo; secondo l’analisi delle celle telefoniche, gli sms inviati ai taglieggiati partivano dalle zone dove in quel momento si trovava il sospettato. Inoltre, il giovane foggiano aveva la disponibilità di una scheda telefonica usata sia per inviare i messaggi estorsivi sia per telefonate private.
Le minacce
“Toccare i tuoi cari è l’ultima cosa che vogliamo fare”. “Rivolgiti a un buon amico perché ti devi regolarizzare”. E ancora: “La malavita sa dove bussare”. E quando la vittima chiese: “Se dovessi pagare che assicurazioni avrei io?” Narciso rispose: “La malavita ha buoni soldati e fanno quello che dicono i capi”. Questi alcuni dei messaggi tra Narciso e l’agente dell’Ais Service. Il malvivente venne accusato di aver tentato di estorcere 20mila euro (importo finale determinato al termine di una trattativa iniziata con la richiesta di 100mila euro). L’arrestato conosceva ogni mossa dell’agente ed era informato su tutte le sue abitudini. Inoltre, sospettando di essere sotto il controllo della squadra mobile, era Narciso stesso a pedinare alcuni agenti per evitare sorprese.
Chi è Narciso
Giovanissimo ma già con un bel curriculum alle spalle. Sorvegliato speciale da tempo, Ivan Narciso venne arrestato assieme a Ciro Spinelli per l’omicidio di Gianluca Tizzano in piazza Nigri a Foggia nel marzo del 2012, il giorno della Madonna dei Sette Veli. Ma i due vennero assolti in appello. Il giovane è comunque noto da tempo alle forze dell’ordine anche per la sua lunga attività di spaccio di droga e per reati contro il patrimonio. Narciso è definito un “battitore libero” dagli inquirenti ma contiguo alle “famiglie mafiose” della città, in particolare al clan Sinesi-Francavilla.
