Si chiamano semplicemente “i promotori” e dovrebbero rappresentare la maggior parte della vecchia segreteria cittadina della Lega, gli stessi che erano alla conferenza stampa del sindaco Antonio Potenza e che si sentono del tutto scavalcati dalle scelte di Luigi D’Eramo, Daniele Cusmai e del potente Raimondo Ursitti.
Tra di loro ci sono come primo firmatario Antonio Lombardi e poi Pierpaolo Magistro, Roberta Apicella, Riccardo Ricciardi, Massimo Russo, Rodolfo Scopece. Tutti nella lista della Lega alle scorse amministrative o in segreteria con Luigi Miranda.
Guardano con favore all’iniziativa i tre consiglieri comunali defenestrati. In posizione guardinga invece al momento Silvano Contini, colui che fondò a Foggia Noi con Salvini, ma pure allontanato dal nuovo gruppo di comando.
Ecco cosa scrivono i promotori in una lunga nota.
“Dopo una dura campagna elettorale che ha visto militanti, dirigenti locali e iscritti della Lega Salvini PUGLIA, impegnarsi per il successo elettorale del partito, nelle elezioni amministrative per il comune di Foggia, abbiamo assistito , senza alcuna possibilità di intervento, “nel dibattito”, a un conflitto interno degenerativo e a mezzo di comunicati stampa, utilizzati come messi notificatori, giunto sino alla espulsione di tre candidati eletti al consiglio comunale di Foggia.
In aperto dissenso, con la politica “muscolare” posta in essere e ritenendo che la dialettica interna debba essere preservata, manifestiamo pubblicamente il nostro dissenso dalle scelte operate, lamentiamo in qualità di ex componenti della segreteria, candidati, iscritti e militanti del partito, la necessita di avviare immediatamente un processo di condivisione delle scelte politiche che passi necessariamente, dalla attuazione degli statuti nazionale e regionale, al fine di garantire la piena rappresentatività territoriale degli organismi interni .
E’ indispensabile per il futuro del partito, avviare il processo di democratizzazione e uscire dalla logica di organi nominati e non eletti, “humus di lotte intestine” che portano di volta in volta, fazioni opposte alla forte contrapposizione. Onde evitare strumentalizzazioni, ci dichiariamo svincolati da qualsiasi logica partigiana e pronti ad avviare il necessario dialogo, con tutte le parti in causa.
Pur riconoscendo gli organi di partito nominati, chiediamo l’immediata attuazione delle norme statutarie e nel mentre, che le decisioni riguardi la sfera territoriale di appartenenza, in mancanza di organi elettivi, siano espressione del territorio e la sezione/segreteria cittadina possa autodeterminarsi e autoregolamentarsi”.
