Stamattina a Cerignola, i militari del Nucleo Operativo Ecologico di Bari, coadiuvati dalla stazione locale, hanno proceduto al sequestro preventivo, disposto dal gip del Tribunale di Foggia su richiesta della Procura della Repubblica, dell’impianto di depurazione comunale delle acque reflue urbane che si trova in località San Lorenzo. Il provvedimento è scaturito a seguito di ben due anni di indagini (da maggio 2014 a febbraio 2016) svolte assieme ai tecnici dell’ARPA Puglia, dopo diverse segnalazioni provenienti dalla cittadinanza che lamentavano la presenza di cattivi odori su tutto il territorio.
Dalle ispezioni effettuate è effettivamente stata riscontrata nelle acque di scarico la presenza di schiuma e torbidità, oltre al malfunzionamento della linea di trattamento dei fanghi, con alcuni componenti impiantistici completamente in disuso. Il depuratore sequestrato rimarrà comunque in funzione per evitare ulteriori criticità nei confronti della cittadinanza, con l’imposizione di effettuare i previsti lavori di ripristino entro i prossimi sei mesi.
Il sindaco Franco Metta ha commentato così la notizia sui social network: “Il provvedimento di sequestro del depuratore cittadino, gestito da Acquedotto Pugliese, conferma in toto quanto già da me dichiarato. L’origine del cattivo odore in città risiede esclusivamente nel cattivo funzionamento del depuratore. Sull’impianto sono già in corso da mesi i lavori per il potenziamento e la messa a norma, appaltati da Acquedotto Pugliese su forte impulso della Amministrazione Comunale. Concorrono a mettere in difficoltà l’impianto, oltre che i lavori in corso, anche una serie di sversamenti illeciti ad opera di ignoti.
Nel provvedimento si legge che: ‘Esistono in atti missive provenienti da organi del Comune di Cerignola e dal sindaco, in cui si evidenziano le lamentele provenienti da cittadini relative alle esalazioni maleodoranti provenienti dall’impianto di depurazione’. L’impianto resta, ovviamente, in funzione, con termine di sei mesi per l’esaurimento dei lavori. Temo che quella di sei mesi sia una prescrizione non realizzabile in concreto, ma con altri tre/sei mesi i lavori saranno sicuramente compiuti.
Ultima puntualizzazione. Il Comune di Cerignola è proprietario dell’impianto. La sua gestione è a carico totalmente dell’AQP. Questo provvedimento mi soddisfa totalmente e spazza via ogni dubbio circa l’operato pressante degli organi comunali su quanti preposti al miglior funzionamento dell’ impianto.
Speculatori e sciacalli sono serviti”.



