Un Reparto prevenzione crimine ad hoc per la provincia di Foggia, con sede a San Severo, città funestata da episodi criminali negli ultimi mesi, l’ultimo proprio oggi. Questo l’annuncio del ministro dell’Interno, Marco Minniti che oggi ha tenuto un’audizione in Commissione Antimafia (temi riguardanti la Capitanata dal minuto 1:04:24 del video sopra, ndr). “In provincia di Foggia – ha detto Minniti – sono stati fatti investimenti importanti sul campo della sicurezza e continueremo a farli. In questi mesi c’è stata particolare attenzione sulla città di San Severo. Penso che presto si possa arrivare alla costituzione, proprio lì, di un Reparto prevenzione crimine che riguardi tutta la provincia di Foggia. Questo al fine di testimoniare il nostro massimo impegno verso quel territorio”.
Breve accenno anche alla proposta di istituire la DIA in Capitanata: “Sono state fatte varie valutazioni a riguardo. Tutte discutibili, compresa la mia. Ma in questo momento, l’elemento più importante, tenendo conto dell’attività di investigazione già forte, è quello del controllo del territorio. Quindi è prioritario investire di più sul Reparto prevenzione crimine”.
Altro tema, i rapporti tra organizzazioni criminali pugliesi e mafia albanese. “L’Albania è un produttore di altissimo livello di cannabis. Col ministro dell’Interno albanese abbiamo già rinnovato e rafforzato la collaborazione proprio per contrastare il traffico di stupefacenti”. Stando alle parole di Minniti, questo business starebbe assumendo tutti i connotati di una vera e propria mafia. Negli ultimi mesi non sono mancate le operazioni sul Gargano dove sono stati sgominati alcuni traffici di droga da costa a costa.
Di particolare rilevanza anche la questione inerente lo scioglimento dei consigli comunali per infiltrazioni mafiose. In provincia di Foggia c’è stato il caso di Monte Sant’Angelo e ora quello di Mattinata dove si è insediata di recente la Commissione d’accesso agli atti. “Lo scioglimento dei consigli – ha evidenziato Minniti – rappresenta un elemento fondamentale per spezzare il condizionamento delle mafie sui territori. Un’estrema ratio da gestire con particolare attenzione. La mia idea è intervenire su due questioni: le istituzioni devono affiancare i Comuni ed essere presenti affrontando in positivo le vicende. Secondo, rafforzare il potere delle commissioni che si vanno a costituire dopo lo scioglimento. Le istituzioni dello Stato devono essere più esigenti nel momento che prendono la gestione di un Comune”.
