Cinque persone arrestate e nove centri massaggi sequestrati dalla squadra mobile di Ancona che, guidati da Carlo Pinto, hanno smantellato un’organizzazione criminale dedita al sesso e diramata tra Marche, Lombardia, Emilia Romagna e Abruzzo.
Ancona, Curtatone, Bologna, Faenza, San Giovanni in Marignano, Porto Sant’Elpidio, Pescara, Foggia e Barletta le città in cui nelle prime ore del 30 settembre sono avvenuti i sequestri.
L’operazione denominata “Vishudda”, come il centro massaggi a luci rosse dorico, ha visto un’intensa attività investigativa da parte mobile di Ancona, coordinata dal sostituto procuratore Paci della procura marchigiana.
I centri massaggi in realtà erano centri del piacere dove venivano sfruttate sessualmente 50 giovani ragazze italiane.
I poliziotti, in collaborazione con le questure delle altre città italiane, hanno arrestato un 40enne foggiano che con la moglie 33enne era a capo dell’organizzazione criminale dislocata nella dorsale adriatica. Il gruppo riusciva a incassare intorno ai 35mila euro al mese grazie al giro di affari legato al sesso. Per la coppia l’accusa è quella di sfruttamento e di concorso e induzione alla prostituzione.
Nei confronti di altre 3 donne, tutte tra i 37 e i 39 anni, una di Pescara, una di Cosenza e un’altra di Curtatone sono scattati invece gli arresti domiciliari, con l’accusa di sfruttamento della prostituzione, mentre per la sesta donna che si era ritirata dal giro di affari è scattata la perquisizione. Tutti i sei membri del gruppo non avevano precedenti e il capobanda gestiva nel foggiano anche altre attività imprenditoriali di natura diversa.
Cinquanta le ragazze coinvolte, tra i 20 e i 30 anni, che venivano assunte con la promessa di un guadagno di circa 2500 euro al mese e inquadrate come segretarie. Le giovani massaggiavano i clienti su un materassino posto a terra utilizzando un olio extravergine di oliva che veniva portato esclusivamente dal capobanda che lo reperiva in Puglia.