“Spontaneamente e senza alcuna rete organizzativa – scrivono i comitati in una nota – sono stati quasi duemila i sottoscrittori nei vari comuni della Capitanata. Significativa la raccolta firme a Foggia città, dove i comitati hanno avuto anche la collaborazione di associazioni di volontariato, come “Le Ragioni del Cuore”, “Africa United”, “Possibili Scenari” e altre vicine ai temi dell’integrazione.
Centinaia di firme sono state raccolte inoltre anche nei comuni della provincia, ad Orsara di Puglia, Orta Nova, Apricena, Vieste, Carapelle, Lucera e San Severo. Con questa iniziativa promossa dai Comitati di azione civile, che coincide con la ripresa in Parlamento dell’iter dell’esame del disegno di legge, si è voluto dare la possibilità anche ai cittadini di Capitanata di partecipare a una iniziativa politica, a una battaglia di civiltà”.
“Il nome dell’iniziativa infatti è #italianochistudia – aggiungono -. La misura riguarda i diritti dei figli di genitori stranieri che compiono un ciclo di studi in Italia. Si tratta di bambine e bambini, il più delle volte nati in Italia, inseriti nei percorsi scolastici, che parlano l’italiano, che frequentano le stesse scuole di bambine e bambini già cittadini italiani, con i quali condividono giochi, passioni, percorsi formativi ed educativi.
La legge sullo ‘Ius Culturæ’ consentirebbe a questi bambini di non sentirsi “stranieri” nel Paese nel quale sono nati e vivono, di essere del tutto uguali nei diritti ai loro compagni.
È la scuola il vero luogo di costruzione della cittadinanza di una persona, intesa come capacità di sentirsi parte di una comunità e di contribuire al bene della stessa con l’esercizio della propria responsabilità.
Il riconoscimento della cittadinanza italiana è riconoscimento della cittadinanza europea. Nella condivisione di responsabilità e di diritti, di reciproco riconoscimento e rispetto, il sogno europeo dell’unità dei popoli può oggi trasformarsi in concreta esperienza storica e nuovo rinascimento di umanità.
Per questo la proposta di istituire lo ‘ius culturae’ – concludono – appare oggi più che mai necessaria per costruire percorsi fattivi di integrazione e sviluppo sociale”.
